Oggi | 10 dicembre 2021 21:16

«Impianti rifiuti e reti digitali servono alla competitività»

Stimolare il dibattito economico sul territorio, per capire su cosa può e deve puntare la Toscana per accelerare la ripresa in atto: è con questo obiettivo che la sede fiorentina di Banca d'Italia ha organizzato, oggi 10 dicembre, un convegno su 'Caratteristiche strutturali dell'economia toscana: sfide e opportunità', animato da relatori delle Università toscane e dell'Irpet (l'istituto regionale per la programmazione economica della Toscana), accanto agli economisti della stessa Bankitalia.

«La crisi innescata dalla pandemia - ha spiegato il direttore della sede di Firenze, Mario Venturi - nel 2020 ha determinato in Toscana un calo dell'attività più marcato rispetto alla media italiana. Nel 2021 la ripresa, spinta dall'export, è robusta, anche se più contenuta rispetto alla media a causa di alcuni settori che non hanno ancora recuperato le condizioni di partenza» (si veda qui l'articolo di Toscana24 ).

I 'mali' della Toscana, emersi dal convegno, sono la minore produttività del lavoro; la più bassa propensione all'innovazione; la debolezza infrastrutturale; la scarsa digitalizzazione delle imprese, anche per effetto delle piccole dimensioni aziendali: «E' ormai dimostrato che maggiori dimensioni si associano a maggiori investimenti», ha ribadito Venturi sottolineando che «a parità di condizioni la dimensione è un fattore determinante per la propensione all'investimento sostenibile».

Se la transizione e l'efficientamento energetico saranno tra i terreni di sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di cui tanto si parla, è anche vero che «l'efficacia di questi interventi dipenderà dalle condizioni di partenza, e anche dalla digitalizzazione», ha aggiunto Venturi ricordando l'obiettivo di un territorio più competitivo, traguardo che si raggiunge dotandosi di strade, di ferrovie, di aeroporti ma anche di impianti di rifiuti.