Oggi | 24 novembre 2021 18:23

Olio, l'Igp Toscano va sul territorio: parte Bolgheri

L'olio Igp Toscano (l'indicazione geografica protetta dall'Unione europea che attesta la provenienza del prodotto) si declina sul territorio attraverso l'uso, in etichetta, del nome del comune o della frazione, in un modo che ricorda le denominazioni del vino con le menzioni geografiche aggiuntive (mga) o unità geografiche aggiuntive (uga).

A percorrere tra i primi questa strada è Bolgheri, terra di grandi vini rossi che ha deciso di utilizzare l'indicazione territoriale per promuovere meglio la qualità dell'olio extravergine d'oliva del territorio, prodotto da 241 aziende situate nell'are della Doc Bolgheri e Doc Bolgheri Sassicaia, dove si trovano anche quattro frantoi e sette imbottigliatori: la denominazione che si estende nel comune di Castagneto Carducci è infatti stata presa come riferimento per la tracciabilità certificata.

Il progetto parte proprio del territorio ed è stato raccolto dal Consorzio di tutela dell'olio Igp Toscano che ha l'obiettivo di tutelare, valorizzare, garantire le produzioni. Le bottiglie avranno l'etichetta 'Igp Toscano Bolgheri' e gli stessi parametri chimico-fisici e organolettici dell'olio Igp Toscano.

Nel disciplinare è previsto l'uso di comuni o frazioni collegato a una tracciabilità certificata della filiera, e finora era stato utilizzato (senza grande successo) solo da Volterra. Diverso è il caso delle sottozone previste sempre dal disciplinare dell'Igp Toscano (da Colline di Firenze a Montalbano), che sono sei e prevedono parametri più restrittivi.

L'olio Igp Toscano quest'anno accuserà un forte calo produttivo, a causa delle condizioni climatiche, stimato nell'ordine del -50: si passerà dai 35mila quintali certificati nel 2020 ai 19-20mila quintali del 2021.