Oggi | 22 novembre 2021 20:54

Riqualificazione urbana, Ance chiede meno vincoli

Per fare riqualificazione urbana a Firenze bisogna cambiare normativa urbanistica regionale, ossia la legge Marson del 2014: è la posizione di Ance Firenze, espressa in un convegno sul tema più ampio del "Dopo la pandemia - L'abitare e la riqualificazione urbana", a cui hanno partecipato, fra gli altri, gli architetti Massimiliano Fuksas e Marco Casamonti. Un confronto per ripensare le tipologie edilizie e il sistema di progettazione delle città in termini urbanistici, con grande attenzione anche alla sostenibilità energetica. «Gli edifici - ha detto Fuksas - non devono accontentarsi di consumare poca energia, devono produrla».

«E' oggi che dobbiamo cominciare a ri-progettare le città di domani – sottolinea Pierluigi Banchetti, presidente di Ance Firenze –, perché è indubbio che la pandemia ha mutato indelebilmente il nostro modo di abitare e di vivere. Stiamo rispondendo adeguatamente, in ambito costruttivo, alla crescente sensibilità ecosostenibile diffusa, adesso però bisogna cominciare ad attivare la capacità di risposta dei nostri centri urbani».

A Firenze, questo vuol dire anche modificare la legge urbanistica - come si sta apprestando a fare il Consiglio regionale, «perché blocca la capacità di dialogo fra pubblico e privato - sostiene Vincenzo Di Nardo, vicepresidente dell'associazione - per fare riqualificazione e recupero urbano, che passa sicuramente attraverso un tavolo in cui si discute nell'interesse del pubblico, ma anche nelle griglie del piano economico-finanziario privato. Alcuni interventi non sono mai mai partiti perché proprio non c'era un equilibrio. Occorre allora non solo un'urbanistica più "liquida", dove si possa intravedere la possibilità di riqualificazione attraverso un dialogo privato, ma occorre anche una visione diretta diversa da parte della Soprintendenza, altrimenti diventeremo un grande museo, una Disneyland».

Una visione su cui concorda Casamonti: «Bisogna trovare una via di mezzo corretta tra tutela del patrimonio e qualità architettonica», ha detto, osservando che «le leggi sono tutte improntate alla tutela, e queste sono leggi importanti perché preservano il patrimonio edilizio, però quando tuteli fino a togliere la possibilità alla città di essere un corpo vivo, di modificarsi, la tutela diventa talmente rigida da impedire alla città la sua normale dinamica».

Opposta la posizione di Cgil e Legambiente, che a proposito delle modifiche della legge Marson all'esame del Consiglio regionale sostengono come «vi sarebbero elementi che potrebbero compromettere lo spirito iniziale della legge, deregolamentando di fatto le procedure e gli strumenti urbanistici con il pretesto di renderli economicamente meno onerosi e burocraticamente più agili». Al contrario, il sindacato e l'associazione hanno presentato all'attenzione dei componenti della Commissione consiliare Ambiente e Urbanistica una serie di proposte emendative che rafforzano i vincoli della legge.