Oggi | 19 novembre 2021 23:50

Toscana, gli 11 distretti del cibo a caccia dei soldi del Pnrr

Sono meno conosciuti dei distretti industriali eppure i distretti del cibo, iscritti nel registro nazionale gestito dal ministero delle Politiche agricole, ora hanno davanti una chance irripetibile: utilizzare le risorse del Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che riserva 1,2 miliardi di euro per i contratti di filiera e distrettuali dei settori agroalimentare, pesca, floricoltura e vivaismo. Si tratta di 200 milioni per il 2021; 300 milioni per il 2022 e altrettanti per il 2023; 259 milioni per il 2024; 122 milioni per il 2025 e infine 20 milioni per il 2026.

Il tema è stato al centro di una giornata di studi su 'I distretti del cibo per la ripresa sostenibile dei territori e delle filiere', organizzata a Firenze dall'Accademia dei Georgofili che ha promosso con Gaia (centro studi sull'organizzazione economica dell'agricoltura e sullo sviluppo rurale) un Osservatorio sui distretti del cibo per monitorare un fenomeno che in questa fase storica ha acquistato importanza per supportare le filiere agroalimentari e i territori rurali.

In Italia i distretti del cibo sono 106, di cui 11 in Toscana: sono quasi tutti distretti rurali (Maremma, Lunigiana, Montagna Pistoiese, Montalcino-San Giovanni d'Asso; Chianti; Toscana sud; Fiesole; Valdarno; Val di Cecina) più il distretto floricolo Lucca-Pistoia e il distretto vivaistico-ornamentale Pistoia. Utilizzando le risorse del Piano di sviluppo rurale, finora la Regione Toscana - unica in Italia - ha promosso i progetti integrati di distretto (Pid) per l'agroalimentare: hanno partecipato cinque distretti che hanno visto finanziati progetti per 42 milioni di euro, di cui 17 di fonte pubblica.

Ora le risorse del Fondo complementare al Pnrr «collocano i distretti del cibo tra gli strumenti per la ripresa - affermano i promotori dell'Osservatorio - con il compito di trasferire ai sistemi produttivi delle aree rurali gli incentivi per compiere la transizione verso una maggiore sostenibilità e di protezione e valorizzazione delle risorse naturali e della biodiversità». Ridurre le emissioni di gas serra, lo spreco alimentare, l'uso di pesticidi, migliorare l'efficienza energetica e aumentare produzione e uso delle energie rinnovabili saranno gli obiettivi da centrare.