Oggi | 19 novembre 2021 18:46

Confindustria chiede un ''Next Generation Florence''

Come a livello nazionale e regionale, anche per Firenze serve un Patto per il rilancio economico, sociale e produttivo: «Un Next Generation Florence», ha affermato Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Firenze, nella relazione che ha aperto oggi l'assemblea annuale dell'associazione. Infrastrutture, sburocratizzazione, formazione professionale, rigenerazione urbana e sostenibilità i temi al centro della relazione.

Bigazzi, che nel corso del suo intervento ha anche accusato un lieve mancamento, ha auspicato un patto «che parta da un obiettivo di sviluppo condiviso fra le istituzioni e le forze economiche e sociali metropolitane, e individui le azioni da portare avanti, assumendosene pro-quota responsabilità e rischi. E' il momento di fare; e di fare in fretta. Quello che realizzeremo nei prossimi tre anni, dovrà condizionare i prossimi trenta. Ecco perché l'orizzonte di riferimento è Firenze 2050. E l'obiettivo è la "crescita felice" del territorio, un obiettivo corredato da tempi di attuazione e dalla ricaduta economica delle scelte».

Due i grandi ospiti in presenza: il presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi, che ha proposto per primo il Patto, e il commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni. «Serve un cambio di stagione, e il motore è il Pnrr», ha detto proprio Gentiloni, secondo cui il Piano «viene considerato o un fiore all'occhiello o un tesoro già messo da parte», mentre invece «dobbiamo ricordarci che l'attuazione del piano è l'unica chance per il cambio di passo». una svolta necessaria, secondo il commissario, perché «non ci basta tornare ai livelli economici pre-Covid perché non era l'età dell'oro. Si parlava di rischio giapponesizzazione che rendeva poco dinamica la nostra economia. Occorre sostenere la crescita e renderla lunga, e in questa direzione vanno le politiche di bilancio Ue».

Bonomi dal canto suo ha invitato a una sinergia fra le parti sociale per cogliere l'occasione del rilancio. «Bisogna mettere al centro le persone - ha detto -, i loro diritti, e non paventare di nuovo uno scontro tra lavoratori e imprenditori: non è quella la strada. Se vogliamo combattere i bassi salari - ha proseguito -, dove non ci sono diritti del lavoro, noi lo sappiamo dove si concentrano: in alcuni settori, nelle finte cooperative, nei contratti pirata. Ma quei settori non sono l'industria, non siamo noi, e il sindacato lo sa benissimo».

Anche nel dibattito sulla legge di bilancio, secondo Bonomi, «si va a discutere su cose che non vanno a dare risposte alle categorie che nelle crisi soffrono sempre e in questa crisi hanno sofferto più degli altri: i giovani, le donne, i lavoratori a tempo determinato. Abbiamo visto la battaglia delle bandierine, una su tutte la battaglia per il rifinanziamento del reddito di cittadinanza». E c'è stato spazio anche per una stoccata al ministro per le Infrastrutture Enrico Giovannini, che nel suo intervento video non ha citato le grandi opere che il territorio fiorentino attende: «Doveva parlare di Peretola - ha rimarcato - ne ho parlato in apertura con il sindaco Nardella che mi ha chiesto un supporto, e avrà il supporto di Confindustria, perché quello è un valore per tutti, non solo per chi abita a Firenze, non solo per l'imprenditore di Firenze: è un asset del Paese».