Oggi | 12 novembre 2021 19:32

Segnali di ripresa per gli aeroporti di Firenze e Pisa

Pur rimanendo ancora al di sotto dei livelli 2019, il traffico passeggeri del sistema aeroportuale toscano nei primi nove mesi dell'anno ha sostanzialmente pareggiato i livelli 2020: la crescita dell'85,4% registrata nel terzo trimestre 2021 porta il dato al 30 settembre per gli scali di Firenze e Pisa in linea (-0,4%) con il traffico dello stesso periodo dell'anno scorso, con 1.744.429 passeggeri trasportati nonostante la chiusura nei mesi di febbraio e marzo 2021 dello scalo di Firenze per lavori sulla pista.

Il trend favorevole, secondo quanto reso noto da Toscana Aeroporti, è proseguito anche nel mese di ottobre con 457.940 passeggeri transitati su Firenze e Pisa, facendo registrare una crescita del +210% rispetto al mese di ottobre 2020, anche se ancora nettamente al di sotto dei livelli 2019 (-40,9%). Nel terzo trimestre 2021, invece, è cresciuto del 13% anche il traffico cargo.

I numeri di bilancio risultano ancora in peggioramento. I ricavi operativi dei nove mesi 2021 sono pari a 29,4 milioni di euro (31,7 milioni nel 2020), con un Ebitda negativo per 6,3 milioni (era -6,7 mln nel 2020), e un risultato netto del gruppo negativo per 15,7 mln (era di -12,8 milioni). Al 30 settembre l'indebitamento finanziario netto adjusted è pari a 93,8 milioni, contro i 72,7 milioni del 31 dicembre 2020. Gli investimenti complessivi nei primi nove mesi del 2021 ammontano a 11,3 milioni.

«Forti di una view moderatamente ottimista della ripresa del traffico nel medio periodo, continuiamo a lavorare ai progetti di investimento che riguardano sia l'aeroporto di Firenze sia quello di Pisa», ha annunciato il presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai, secondo cui «le recenti aperture, l'avanzamento della campagna vaccinale, con la conseguente adozione del green pass su larga scala, rappresentano segnali favorevoli alla ripresa. Nei prossimi mesi concentreremo i nostri sforzi nel cercare di recuperare il traffico sui voli internazionali che hanno risentito maggiormente degli effetti della pandemia rispetto al traffico domestico».