Oggi | 8 ottobre 2021 22:24

Regione, l'agenzia per l'impiego assume 99 persone

Aumenta la dotazione organica per l'anno 2021 di Arti, l'agenzia regionale toscana per l'impiego (gli ex uffici di collocamento) che passa da 742 unità (di cui otto dirigenti) a 841 unità (di cui 10 dirigenti) distribuite nei 54 centri per l'impiego attivi sul territorio. Il decreto della direttrice di Arti, Simonetta Cannoni, che prevede i 99 nuovi posti è stato appena approvata dalla Giunta regionale.

Arti si prepara dunque ad assumere due nuovi dirigenti, e a trasformare a tempo indeterminato 97 contratti a tempo determinato (37 funzionari esperti in politiche del lavoro senior e 60 assistenti in politiche del lavoro senior) attraverso lo scorrimento della graduatoria dei vecchi concorsi. Le risorse arrivano da programmi comunitari, da finanziamenti statali e dal bilancio dell'agenzia.

La decisione si lega all'esigenza «di rafforzare con urgenza i contingenti dei centri per l'impiego con personale che sia immediatamente in grado di lavorare - spiega la delibera regionale - avendo già maturato un'esperienza riconducibile alle funzioni inerenti la gestione delle politiche e dei servizi per il lavoro, così da assicurarne la piena operatività» alla luce delle rilevanti funzioni attribuite dalle norme in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.

L'esigenza «si rende particolarmente necessaria di fronte ai pesanti effetti sul mondo del lavoro provocati dalla pandemia da Covid 19 - continua la delibera - e al conseguente impatto sui servizi per l'impiego in termini di flussi e numeri di presenze anche rispetto all'imminente cessazione del blocco dei licenziamenti previsto dall'attuale normativa emergenziale che richiede la presenza di personale dotato di competenze e esperienze consolidate per gestire con immediatezza i servizi, garantendo interventi strutturati e mirati nei confronti di cittadini e imprese».

In realtà, finora, i centri per l'impiego si sono rivelati un flop, in grado di intermediare a solo il 3% della forza lavoro secondo i dati nazionali. Ma queste strutture sono il perno del nuovo programma di formazione e ricollocazione (Gol: garanzia di occupabilità dei lavoratori) che entro il 2022 dovrà coinvolgere 300mila beneficiari, per raggiungere entro il 2025 tre milioni tra disoccupati, cassintegrati e percettori del redditori di cittadinanza. Le risorse non mancano, visto che al rafforzamento dei centri per l'impiego sono destinati dal Governo 1,07 miliardi di euro, con 11.600 assunzioni previste nel triennio 2019-2021.

Il programma di rilancio delle politiche attive del lavoro per adesso resta in standby: gli 880 milioni della prima tranche non sono ancora stati distributiti perché Regioni e Stato litigano sui criteri di riparto.

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