Oggi | 30 settembre 2021 19:39

Due tavoli per Gkn (a Campi e a Roma)

Azienda e sindacati il 1 ottobre, poi si replica il 7 ottobre ma con le istituzioni. La vertenza Gkn si snoda ora su due tavoli: il primo è quello convocato dall'azienda per domani, 1 ottobre, a Campi Bisenzio, in ottemperanza a quanto disposto dal Tribunale di Firenze, mentre il secondo è quello convocato per il pomeriggio del 7 ottobre dal ministero dello Sviluppo economico, a Roma, e presieduto dalla viceministra Alessandra Todde.

«E' un passo del governo per aprire una trattativa vera fino ad oggi negata dall'impresa», commentano Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze e Prato. Ma la notizia, non scontata, contenuta nella nota del sindacato, è che la Fiom ha formalizzato la propria disponibilità anche per l'incontro proposto dall'azienda a Campi Bisenzio. Una mossa non così scontata, considerando anche il no show alla videoconferenza del 28 settembre, ma probabilmente agevolata proprio dalla successiva scadenza romana.

Anche perché le scintille fra azienda e Fiom non sono mai terminate: De Palma e Calosi lamentano che ai delegati «ancora oggi sono bloccati gli account aziendali, rendendo quindi impossibile qualsiasi consultazione di dati utili all'analisi e approfondimenti necessari al confronto». Dal canto suo Gkn aveva lamentato, giorni fa, di non poter «usufruire dei propri spazi che sono sottoposti a occupazione», e quindi di doversi rivolgere al Comune di Campi Bisenzio per una location.

Nel frattempo è stato sottoscritto unitariamente un accordo che consente l'accesso alla Cassa integrazione per cessazione di attività per i 32 lavoratori della Easy Group, azienda di logistica e servizi dell'indotto Gkn, fallita il 18 giugno scorso. Ha invece superato quota 40mila firme la petizione a sostegno del progetto di legge di iniziativa popolare elaborato dagli operai Gkn con un gruppo di giuristi, e la deputata toscana ex M5s (ora nel gruppo misto) Yana Ehm si è dichiarata disponibile a portare la legge in Parlamento.