Oggi | 24 settembre 2021 16:38

Sciopero in Mps, «chiediamo garanzie per tutti»

Duecento persone presenti oggi a Siena per lo sciopero unitario indetto dai sindacati per chiedere al governo un confronto sul futuro di Banca Mps, e per un'alternativa all'operazione-Unicredit. I manifestanti hanno dato vita a un presidio a Rocca Salimbeni, a cui ha preso parte anche il sindaco Luigi De Mossi.

«Oggi siamo in sciopero perché il nostro futuro è incerto», si legge nella lettera aperta dei sindacati Fabi, Uilca, First, Fisac, Unisin: «La responsabilità non è nostra ma siamo noi, lavoratrici e lavoratori del gruppo Monte dei Paschi di Siena, a rischiare di pagarne il conto. Un conto salatissimo. Oggi siamo in sciopero perché meritiamo rispetto e per chiedere di essere coinvolti da subito nel progetto che deve riguardare il complesso dei dipendenti dell'intero gruppo, e non solo una parte, per contrattare le garanzie di un futuro dignitoso e sostenibile per tutte e per tutti noi».

In occasione dello sciopero questa mattina si sono tenuti presidi anche a Milano, Roma e Bari. «E' necessario far capire a chi di dovere, il governo - ha affermato De Mossi -, che la città non ha abbandonato la volontà di lottare per i dipendenti del Monte, per l'indotto, per la tradizione e il marchio».

Sono diverse, in realtà, le posizioni fra i sindacati: se per il segretario generale della Fabi Lando Sileoni «lo sciopero di oggi non è un no a Unicredit né vuole rappresentare un muro nei confronti del Tesoro e del governo per quello che stanno facendo», per Emanuela Anichini, segretario generale Cisl Siena, l'operazione-Unicredit «sarebbe una catastrofe per il nostro territorio, bancari e non, giovani e anziani». Comune a tutti è invece la richiesta di un confronto con il governo: una richiesta a cui si associa anche il segretario del Pd Enrico Letta, candidato alle suppletive per la Camera proprio nel collegio di Siena.