Oggi | 14 settembre 2021 22:30

Rifiuti, debutta il bando per gli impianti di riciclo

Gli obiettivi europei di recupero e riciclo dei rifiuti incombono e la Regione Toscana, che fa ancora largo uso di discariche e termovalorizzatori, prova a cambiare rotta accelerando la transizione verso l'economia circolare. Stop agli impianti di smaltimento, largo a quelli di riciclo, è la volontà politica dichiarata.

L'innovazione ideata dall'assessora all'Ambiente, Monia Monni - e illustrata oggi, 14 settembre, in una comunicazione al Consiglio regionale - prevede la pubblicazione, entro metà ottobre, di un bando che servirà a raccogliere le manifestazioni d'interesse degli operatori decisi a realizzare impianti di recupero con l'utilizzo di tecnologie moderne. E' scontato che all'appello risponderanno le società di gestione del settore, sia quelle toscane (che nel caso dei rifiuti urbani sono interamente pubbliche), sia quelle attive fuori regione.

Il bando - ha spiegato Monni - precederà l'approvazione del nuovo Piano regionale dell'economia circolare (Prec) destinato a indicare - sulla base delle proposte ricevute e d'intesa con i Comuni e con le tre Autorità d'ambito territoriale ottimale (formate dagli stessi Comuni) - dove realizzare gli impianti di recupero dei rifiuti urbani, finanziati attraverso la tariffa. Il Prec programmerà inoltre gli impianti di recupero dei rifiuti speciali, che gli operatori dovranno costruire con risorse proprie.

«Proponiamo un approccio inedito - ha spiegato Monni - per misurare l'ampiezza e la profondità che l'economia circolare può dispiegare in Toscana». Finora era la Regione che pianificava dall'alto gli impianti, alimentando insoddisfazione e proteste. Ora la logica è rovesciata.

I tempi per il varo del Prec saranno ridotti grazie a una modifica della legge regionale (si veda qui l'articolo di Toscana24 ) che sposta dal Consiglio alla Giunta il processo di redazione: in pratica il Piano sarà adottato (solo) dalla Giunta; verrà poi sottoposto (entro 60 giorni) alle osservazioni di cittadini e istituzioni; e sarà infine trasmesso, accompagnato dall'istruttoria delle osservazioni, al Consiglio regionale per la definitiva approvazione.

L'obiettivo finale è creare un'industria del riciclo che generi impatti positivi in termini ambientali, ma anche sociali e economici: la strada da fare è lunga e comprende la crescita della raccolta differenziata (l'obiettivo è 80-85% al 2035), l'aumento del riciclo di materia (il target è 65% al 2035) e la diminuzione dei rifiuti prodotti.