Oggi | 14 settembre 2021 12:09

Edilizia a rischio, boom dei prezzi dei materiali

Lo sprint dell'edilizia, propiziato dal successo di incentivi come il superbonus 110%, rischia di arenarsi per il boom dei prezzi dei materiali: a lanciare l'allarme è Confartigianato Firenze, che teme ripercussioni negative non solo nel campo degli appalti pubblici, ma anche nel campo di quelli privati.

«I prezzi dei materiali sono aumentati - lamenta Jacopo Ferretti, segretario generale di Confartigianato Imprese Firenze - dal 30-35% fino a punte del 200%. C'è una carenza di materie prime, dal legno, al materiale isolante che è introvabile, ai manufatti edili: non necessariamente tale carenza si giustifica col fatto che le aziende si sono fermate nella produzione a causa della pandemia. Vorremmo capire perché questi materiali non sono più reperibili».

Il Ministero, osserva Ferretti, «ha capito il problema e ha deciso che entro il 31 ottobre indicherà le variazioni superiori all'8% sugli appalti pubblici». Questa indicazione, spiega Confartigianato, permetterà al direttore lavori dell'appalto del suolo pubblico di presentare una istanza di compensazione facendo presente che il materiale col quale è stata vinta la gara di appalto è rincarato e pertanto chiederà l'aumento della gara di appalto. Il Governo si è dotato di un fondo da 100 milioni di euro, per il 2021, per compensare gli aumenti di prezzo.

Ma non basta: «Riteniamo che andrebbero trovati ammortizzatori anche sugli appalti privati, per contenere i prezzi», aggiunge il segretario dell'associazione, secondo cui «l'aumento dei prezzi dell'edilizia sta causando notevoli preoccupazioni e ritardi: ad esempio il legno è aumentato del 40%. Il privato che si è trovato un preventivo con una cifra stabilita pre Covid, adesso si trova lo stesso preventivo raddoppiato e quindi potrebbe anche non fare più il lavoro». Serve inoltre una proroga delle agevolazioni, perché «in base alla mancanza dei decreti attuativi - conclude Ferretti - tutti i lavori sono iniziati un anno dopo e quindi questo beneficio deve decadere un anno dopo».