Oggi | 13 settembre 2021 11:55

Toscana, l'export vola (+32,5%) sopra i livelli pre-Covid

Un risultato davvero brillante, che non basta a risollevare l'economia regionale ma rappresenta un segnale importante sulla strada della ripresa. Nel primo semestre 2021 l'export della Toscana è cresciuto del 32,5% rispetto allo stesso periodo del 2020 (caratterizzato dalla chiusura di gran parte delle aziende a causa del lockdown), superando il valore di 23,7 miliardi di euro, secondo i dati diffusi dall'Istat. Si tratta del miglior incremento tra le regioni italiane (la media nazionale è +24,2%), se si esclude il poco rilevante Molise.

Il dato più importante però è un altro, e cioè il fatto di aver superato il livello di export del primo semestre 2019 - cioè l'anno record per le vendite all'estero della Toscana, non ancora toccato dalla pandemia - che era stato pari a 21,2 miliardi di euro. Significa aver realizzato 2,5 miliardi di export in più rispetto ai livelli pre-Covid.

Grazie a quali settori? Il primo è, ancora una volta, la voce 'articoli in pelle', che comprende borse e scarpe e che è protagonista da anni di una crescita senza eguali: nel primo semestre 2021 segna addirittura +49,8%. Sempre nel settore moda decolla l'abbigliamento (+40,2%) e recupera il tessile, segnando una vera e propria inversione di rotta (+12,8%), così come i gioielli, anche se in questo caso incide l'incremento del prezzo dell'oro.

Ripresa anche per il marmo (+44,8% il settore estrattivo) e per il mobile (+42,6%). Boom per la nautica (la voce 'mezzi di trasporto' raddoppia il valore) e per la meccanica (+50%). Prosegue la marcia dei prodotti farmaceutici (+16,2%), dei prodotti agricoli (+40,6%) e di alimentari e bevande (+10,9%). L'unico settore col segno meno è la carta (-10,8%) che - ironia della sorte - era stata una delle poche ancore di salvezza toscane durante i mesi del lockdown e dell'emergenza Covid più dura, nel primo semestre 2020.

Tra i mercati di sbocco crescono del 22,7% i 27 Paesi dell'Unione europea e del 39,4% quelli extraUe, col boom degli Stati Uniti (+68,5%) e della Svizzera (+31,6%).