Oggi | 21 luglio 2021 18:10

Vendemmia 2021, cura dimagrante per Chianti e Brunello

«Riequilibrio fra domanda e offerta in un momento storico particolare, con conseguente consolidamento dei prezzi». La frase-obiettivo che accompagna le delibere, appena approvate, con cui la Giunta regionale autorizza la riduzione delle rese nella prossima vendemmia accomuna - a sorpresa - un vino di grandi quantità come il Chianti, denominazione che conta 800mila ettolitri e dunque un terzo della produzione toscana e da anni è alle prese col problema della tenuta dei prezzi; e uno di "nicchia" e di prestigio mondiale come il Brunello di Montalcino, spinto sul mercato dalle annate 2015 e 2016 uscite da poco.

Il consorzio del Chianti ridurrà del 15% le rese a ettaro e a ceppo dell'uva destinata a diventare vino Docg, anche con riferimento alle cosiddette "sottozone" e alla menzione "superiore". Il Brunello invece lascerà invariata la quantità massima di uva rivendicabile come vino a Docg per il primo ettaro di vigneto, e oltre il primo ettaro ridurrà la resa da 80 a 70 quintali per ettaro. Per il Brunello i viticoltori potranno realizzare la riduzione della resa non solo in campo ma anche mediante il cosiddetto "declassamento" di un corrispondente quantitativo di vino classificato come vino pronto a divenire Docg Brunello prodotto nelle tre annate precedenti e giacente in azienda.

«Dopo esserci confrontati con la filiera vitivinicola regionale – afferma l'assessore regionale all'Agricoltura Stefania Saccardi - non vi è dubbio che per entrambe le denominazioni, da anni impegnate nella ricerca di un equilibrio di mercato e di un buon livello di remunerazione dei prezzi, anche per la vendemmia di quest'anno occorra contenere la resa produttiva dei vini».