Oggi | 19 luglio 2021 17:27

Gkn, Firenze sciopera: «Ritirate i 422 licenziamenti»

Striscioni, bandiere e solidarietà da istituzioni, cittadini, associazioni, forze politiche di destra e di sinistra: era gremita piazza Santa Croce, a Firenze, per lo sciopero generale territoriale indetto stamani, 19 luglio, dai sindacati a sostegno dei 422 lavoratori della Gkn, la fabbrica fiorentina di semiassi e giunti per motori termici che pochi giorni fa ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti gli addetti.

Dal palco hanno parlato alcuni lavoratori della fabbrica e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. Unanime la condanna del metodo usato per annunciare i licenziamenti e la volontà di lottare a difesa del lavoro e dei lavoratori. L'appello più ricorrente è stato quello al primo ministro Mario Draghi e al ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, affinché intervengano per fermare i licenziamenti.

Gkn Driveline Firenze, controllata dal fondo inglese Melrose, nel 2019 ha fatturato 136,9 milioni di euro (-9,5%) con una perdita di 3,5 milioni di euro. Nel 2018 la fabbrica fiorentina aveva guadagnato 1,6 milioni, nel 2017 l'utile era stato di 10,5 milioni. Le previsioni di fatturato per il 2025, secondo l'azienda, sono di 71 milioni, praticamente dimezzate rispetto al pre-Covid, ed è per questo che lo stabilimento non è più considerato "sostenibile".

«E' stato perpetrato un atto di violenza inaudita non solo verso i lavoratori e le lavoratrici della Gkn, ma anche verso un'intera comunità e verso le istituzioni che la rappresentano - hanno detto i sindacalisti - .Chiediamo al presidente Draghi e al ministro Giorgetti di attivare immediatamente tutte le azioni necessarie per il ritiro dei licenziamenti e per riattivare la produzione in Gkn. Dobbiamo pretendere da Governo e istituzioni che siano inseriti paletti ben precisi affinché queste delocalizzazioni che svuotano il territorio di risorse e lavoro siano fermate».