Oggi | 19 luglio 2021 16:32

Duco, corsa (a ostacoli) per inseguire i buyer di viaggi

Sembrava che per il turismo fosse arrivato il momento della ripartenza, e invece la pandemia - con la diffusione della variante Delta che porta timori e prudenza - rischia di spargere nuvole anche su Duco, il travel summit che è tornato a Firenze (da oggi, 19 luglio, al 23) proprio con l'obiettivo di lasciarsi alle spalle la battuta d'arresto del 2020.

La manifestazione - che si svolge contemporaneamente in tre alberghi: Four Seasons, St. Regis & Westin Excelsior e Villa La Massa - fa incontrare il meglio dell'hotellerie e dell'accoglienza italiana (circa 200 operatori) con i buyer internazionali del settore, in particolare i consulenti americani (travel advisor) che operano sull'alta gamma.

Il mercato di riferimento è quello di lingua inglese, anche se di inglesi ne sono arrivati pochi (chi proviene dal Regno Unito deve fare una quarantena di cinque giorni con obbligo di tampone), mentre va meglio con gli americani (chi proviene da Stati Uniti e Canada può entrare con le certificazioni verdi emesse dai rispettivi paesi).

Gli organizzatori di Duco - l'ideatrice è la brasiliana Carolina Perez - parlano di 150 buyer internazionali presenti, tutti confermati. L'offerta invece vede rappresentati gli hotel cinque stelle di 17 regioni italiane, con una forte presenza della Toscana.

Sponsor dell'evento (e 'facilitatore' con istituzioni e imprese locali) sono Florence Convention Bureau - che indica «tra gli obiettivi strategici, condivisi con il Comune di Firenze, l'incremento del turismo ad alta capacità di spesa in città: in questo senso un evento b2b di alto livello come Duco rappresenta un'opportunità straordinaria» - e l'agenzia Toscana Promozione turistica.