Oggi | 16 luglio 2021 03:01

Kme rinuncia al gassificatore: «Classe politica ipocrita»

Avrebbe voluto costruire in Garfagnana, all'interno della propria area industriale, un impianto per bruciare gli scarti di lavorazione del vicino distretto cartario lucchese producendo, allo stesso tempo, energia utile alla fabbrica di prodotti intermedi in rame; ma dopo tre anni di battaglia politico-amministrativa il gruppo metallurgico Kme getta la spugna.

«Kme Italy spa comunica di aver provveduto al ritiro della richiesta di Via (valutazione impatto ambientale) e Aia (autorizzazione integrata ambientale) finalizzata alla realizzazione della piattaforma energetica per l'autoproduzione di energia elettrica», annuncia un comunicato. Non è una rinuncia al progetto, che l'azienda ritiene strategico e in linea con l'economia circolare, ma la necessità di chiarire «alcuni aspetti di natura urbanistica che risulteranno dalla definizione di contenziosi legali» prima di ripresentarlo perfezionato «in tempi brevi».

Nel frattempo però il giudizio di Kme sulle istituzioni (Regione Toscana e Comune di Barga) e su alcuni politici (primo fra tutto il senatore Pd Andrea Marcucci) che hanno rallentato o avversato il progetto è netta: «Questa vicenda conferma l'atteggiamento di una classe politica e amministrativa ipocrita - afferma l'azienda senza citare alcun "avversario" - che fa solenni proclami su innovazione e sostenibilità ma al momento di decidere è capace solo di fuggire dalle proprie responsabilità». Secondo Kme all'atto pratico prevale sempre la logica "non nel mio giardino" o "non nel mio ambito amministrativo". E pensare, sottolinea il gruppo metallurgico che nella fabbrica di Fornaci di Barga impiega più di 500 persone, che l'impianto progettato a Barga (un pirogassificatore) è in fase di studio nelle altre unità produttive del gruppo.