Oggi | 16 luglio 2021 02:18

«L'innovazione è una strada obbligata per la ripresa»

Passi in avanti sulla strada dell'innovazione 4.0, negli ultimi tre anni, le aziende della regione ne hanno fatti, spinte anche dalla pandemia, tanto che oggi - secondo l'esperienza diretta del Digital Innovation hub (Dih) di Confindustria Toscana che ha assistito 2.200 imprese - una manifattura su tre ha un livello di digitalizzazione che si può definire "alto".

Ma per cogliere la ripresa, e far ripartire la Toscana dopo il tonfo del 2020 (-9% il Pil secondo Bankitalia, -12% secondo Irpet), ora c'è bisogno di accelerare sull'innovazione dei processi, dei prodotti e, soprattutto, delle competenze che servono alle aziende, com'è emerso nella tappa toscana dell'Innovation Days, il viaggio del Sole 24 Ore e di Confindustria nelle economie territoriali che si è tenuto, in collegamento streaming, dalla sede di Zucchetti Centro Sistemi a Terranuova Bracciolini (Arezzo).

«Quello che ora manca – ha detto Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana – è la transizione 4.0 generalizzata per tutte le dimensioni d'impresa del nostro manifatturiero. Per questo servono risorse da destinare alla digitalizzazione delle aziende, a partire dai nuovi fondi strutturali europei che potranno aiutare a fare il salto di qualità. E serve la massima coerenza strategica con tutto il sistema-territorio».

Sul fronte delle competenze la volontà di Confindustria è di rafforzare gli Its, gli istituti tecnici post-diploma di durata biennale, frutto dell'allenza tra imprese e scuole tecniche, che oggi in Toscana sono sette (guidati da altrettante Fondazioni pubblico-private) e presto diventeranno otto con l'Its dedicato all'area dell'information e communication tecnology (Ict). I corsi dell'Its Ict cominceranno nell'anno formativo 2022/2023.

Del resto la carenza segnalata a più riprese nella tappa toscana dell'Innovation Days riguarda il reperimento di profili adeguati a dare "gambe" all'innovazione, tema che rimanda alla necessità di adeguare la formazione, migliorare i rapporti tra mondo dell'istruzione e mondo dell'impresa, progettare nuovi profili interdisciplinari utilizzando anche i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).