Oggi | 15 luglio 2021 19:59

Gkn, fumata nera al tavolo del Ministero

Un niente di fatto, e un muro contro muro, al tavolo conoscitivo sulla Gkn presieduto oggi in presenza a Firenze dalla viceministra Alessandra Todde (nella foto), con un presidio di 200 lavoratori fuori dalla Prefettura, e i vertici dell'azienda collegati in videoconferenza da Milano. L'azienda ha ribadito la volontà di chiudere la fabbrica, decisione definita «dolorosa ma necessaria» dal momento che, a causa della crisi dell'automotive, «lo stabilimento di Campi Bisenzio risulta non essere più sostenibile», con la chiusura e il licenziamento collettivo dei 422 dipendenti - e la rescissione del contratto dei servizi in appalto - come esito dell'analisi condotta.

Di tutt'altra intonazione la risposta di sindacati e istituzioni: «La mancanza della volontà di confronto è un vulnus anche rispetto alla discussione che c'è stata con Confindustria, sindacati e massime istituzioni del Paese per gestire in modo ordinato la ripresa delle attività produttive», ha lamentato Todde, sostenendo che «il blocco dei licenziamenti è stato concordato con tutte le parti, ma è stata concordata anche responsabilità: io di responsabilità ne ho vista poca a questo tavolo oggi». Per la viceministra «c'è un percorso che si deve fare, ci sono azioni da mettere in campo», e pertanto il tavolo non è chiuso.

Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il sindaco metropolitano di Firenze Dario Nardella chiamano in causa Melrose Industries, il gruppo finanziario che detiene il controllo di Gkn, e a cui viene attribuita la decisione di chiudere la fabbrica di Campi Bisenzio. «Non siamo di fronte a una vertenza per una crisi aziendale, ma a una decisione unilaterale di un'azienda che chiude per ragioni squisitamente finanziarie», ha detto Nardella. I sindacati fanno sapere che non si presenteranno all'incontro separato di domani con l'azienda per discutere della procedura di licenziamento. «L'unico tavolo in cui si discuterà è il tavolo istituzionale», ha affermato Todde, che nel tardo pomeriggio ha fatto visita ai lavoratori riuniti in assemblea permanente a Campi.

Le imprese fiorentine, per bocca del presidente di Confindustria Firenze Maurizio Bigazzi, esprimono a loro volta preoccupazione alla vigilia dello sciopero generale indetto il 19 luglio. «Non trasformiamo lo sciopero di solidarietà ai lavoratori della Gkn - ha dichiarato - in un boomerang per le imprese della città metropolitana fiorentina, già duramente provate dagli aggravi economici e competitivi della pandemia. Mi appello al senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali di base e confederali, affinché mettano in atto una azione simbolica che non paralizzi il lavoro delle imprese».