Oggi | 14 luglio 2021 16:45

Sici (e Fidi Toscana) in cerca di una missione

Sici Sgr è pronta a varare un nuovo fondo d'investimento destinato a rafforzare il patrimonio delle piccole e medie aziende toscane messe in crisi (anche) dal Covid, ma l'operazione per adesso resta in standby - com'è emerso dal convegno organizzato oggi, 14 luglio, dal gestore dei fondi d'investimento al Centro congressi di Firenze - in attesa che la Regione chiarisca la nuova missione della controllata Fidi Toscana, che possiede il 31% di Sici.

I tempi non saranno brevi. La Regione ha affidato a un advisor - il bando è stato appena vinto da Prometeia - la valutazione del piano strategico 2020-2024 di Fidi Toscana, piano che prevede appunto di trasformare la società finanziaria regionale in società inhouse (riacquistando il 51% del capitale dalle banche) e di concentrarsi, accanto al tradizionale business delle garanzie e alla gestione di fondi pubblici, sull'intermediazione finanziaria e sul supporto tecnico alla programmazione regionale. L'advisor lavorerà nei prossimi mesi all'analisi del piano, con la speranza di arrivare a una decisione politica entro l'anno.

«E' in corso una valutazione profonda di Fidi Toscana che è azionista di Sici - ha detto al convegno l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Leonardo Marras -. Ci serve un intermediario finanziario al 100% pubblico per utilizzare le risorse europee. L'advisor ci dirà quale strada imboccare».

Le risorse europee sono sia quelle contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) - per la cui spesa Marras ammette di «non sapere ancora quale sarà il ruolo diretto di sostegno all'economia svolto dalla Regione» - sia quelle dei "classici" fondi strutturali 2021-2027. Su questi ultimi il presidente di Confindustria Toscana, Maurizio Bigazzi, reclama attenzione per le imprese: «Stiamo discutendo con la Regione - ha detto - ci sono in ballo 1,1 miliardi di euro di fondi strutturali che vanno destinati alle imprese. Bisogna cogliere ogni occasione per dare finanza alle imprese al di là del credito bancario. Per spingere la ripresa servono finanza sostenibile, finanza digitale e più cultura finanziaria».