Oggi | 9 luglio 2021 17:46

Gkn chiude Campi Bisenzio, 422 licenziamenti

Chiusura dello stabilimento di Campi Bisenzio (Firenze) e licenziamento collettivo per tutti i suoi 422 dipendenti: questo l'annuncio inviato per email da Gkn Driveline, la multinazionale britannica che produce componenti per l'automotive, e che opera nella Piana fiorentina dal 1996, anno di inaugurazione dello stabilimento rilevato da Fiat Auto, già allora il principale compratore italiano di semiassi e giunti omocinetici fabbricati dalla Gkn.

I lavoratori, appresa la notizia, sono entrati dentro la fabbrica e si sono riuniti in assemblea permanente: sono circa un centinaio le persone che si sono presentate davanti alla fabbrica e sono entrate pacificamente. Con loro, il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi: «A 12 giorni dallo sblocco dei licenziamenti, un atto di una violenza simile deve preoccuparci tutti», ha detto, mentre Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil chiedono l'intervento delle istituzioni, con l'apertura di un tavolo al Mise. Lo spettro è quello di una seconda Bekaert.

Il presidente nazionale di Confindustria, Carlo Bonomi, invita a non strumentalizzare la vicenda: «Le aziende che stanno procedendo a chiusure potevano licenziare anche prima, perchè la cessazione di attività era una delle clausole esimenti anche in presenza del blocco dei licenziamenti, chi vuole strumentalizzare questi argomenti vuole solo fare polemiche». Confindustria Firenze, dal canto suo, con una nota «prende le distanze» dalla procedura di licenziamento collettivo, «aperta in totale autonomia da Gkn Driveline, di cui non aveva avuto alcuna informazione».

L'azienda, che dal 2018 è controllata dal gruppo inglese Melrose Industries, non ha ancora comunicato pubblicamente le ragioni della chiusura di Campi Bisenzio. «Pare che l'azienda voglia delocalizzare la produzione di Firenze - afferma la Fim-Cisl - ma non sappiano dove. Una cosa che non ha nessuna logica, visto che non poco tempo fa sono stati effettuati importanti investimenti in macchinari e automatizzazione del sito fiorentino».