Oggi | 8 luglio 2021 19:49

«Rifiuti, la Regione decida dove fare gli impianti»

Bene il cambio di passo sulla gestione dei rifiuti, ma la Regione Toscana deve decidere dove localizzare gli impianti: è la risposta di Confindustria Toscana e Confartigianato Firenze agli annunci dell'assessora regionale all'ambiente Monia Monni, che in un'intervista a La Repubblica ha parlato di tre, quattro nuovi impianti per smaltire intorno a 400mila tonnellate di rifiuti solidi urbani all'anno, non termovalorizzatori ma siti per il trattamento del Css.

«Il piano regionale dei rifiuti deve dare risposta alle esigenze di smaltimento di rifiuti speciali delle imprese - sostiene Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana - e alle esigenze di smaltimento dei rifiuti urbani. Ci lasciano, dunque, perplessi alcune affermazioni dell'assessore all'ambiente, dalle quali sembra emergere l'intenzione di costruire un piano privo sia di localizzazione degli impianti, anche per i rifiuti urbani, sia di indirizzi per la gestione degli speciali. E' importante lavorare per il recupero e il riciclo massimo possibile, ma dobbiamo essere consapevoli che una quota sarà necessario destinarla al recupero energetico, attraverso impianti che possano vedere anche la sinergia tra pubblico e privato, in un numero adeguato ai fabbisogni e secondo una programmazione coordinata dalla Regione».

Anche Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze, ritiene che «la scelta di non decidere dove localizzare gli impianti sia un altro esempio di equilibrismo politico che rischia di portarci in un nuovo vicolo cieco», contando che già ci saranno almeno altri due anni di attesa per il piano rifiuti, col timore che «questa scelta comporti ulteriori ritardi su un questione che invece dovrebbe essere risolta con urgenza. La Regione dovrebbe almeno indicare una zona, un'area di interesse, perché la Toscana non è tutta uguale. La politica deve avere il coraggio di prendere decisioni anche se non portano voti a breve termine, questo significa amministrare».