Oggi | 14 giugno 2021 16:19

«Con il lavoro a distanza le imprese risparmiano»

Che sia smart working propriamente detto, o semplice telelavoro da remoto, il lavoro a distanza cambia la struttura dei costi a carico dei lavoratori, e consente notevoli risparmi alle imprese. E' quanto emerge da uno studio di Ires Toscana per Uni Global Union, federazione internazionale che unisce i sindacati del settore dei servizi. Gli autori dello studio mettono in luce soprattutto la possibilità di incrementare la produttività dilatando tempi di lavoro e reperibilità, in assenza di regole per contenere le richieste aziendali fuori dall'orario di lavoro standard.

Ires Toscana ha definito un modello di lavoro a distanza per tre settori (manifattura, utilities, servizi), con una quota crescente di ricorso allo strumento, prendendo in esame imprese toscane con oltre 50 addetti, quindi circa 900 aziende per oltre 180.000 addetti. Il risparmio stimato per le imprese della regione tra minori costi ed aumento della produttività, in assenza di incremento dei salari, risulta di circa 270 milioni di euro annui, in virtù di una diminuzione dei costi contrattuali per il 24%, di quelli indiretti per il 28% e dell'aumento della produttività per il 48%. Il dato medio per addetto annuo si attesterebbe, a seconda della tipologia di azienda e della composizione dell'ibrido, tra i 1.200 euro del manifatturiero e gli oltre 4.000 dei servizi.

I risultati dello studio mettono in allarme la Cgil, che ribadisce la necessità di assicurare il diritto alla disconnessione del lavoratore, ma non solo: «Bisogna aprire una contrattazione a livello nazionale, ma anche aziendale, per far si che i risparmi netti delle aziende tornino in parte anche nelle tasche dei lavoratori», sostiene Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana.