Oggi | 11 giugno 2021 01:32

Prato contro Publiacqua e Regione: «Distretto a rischio»

Prato reagisce, attraverso Confindustria Toscana nord, all'attacco su due fronti che si è vista sferrare negli ultimi giorni: da una parte Publiacqua, il gestore pubblico dell'acqua, ha chiesto alla Regione Toscana di vietare alle imprese pratesi "a umido" (come tintorie e rifinizioni) di scaricare nella rete fognaria, temendo di non rientrare nei limiti imposti da Arpat per la qualità delle acque; dall'altra parte la Regione, eliminando parte della legge 20/2016 finita nel mirino dell'inchiesta 'Keu' sui fanghi di Santa Croce sull'Arno, ha modificato, da un giorno all'altro, anche le procedure per il trattamento dei liquami da fosse settiche, impedendo di fatto (dal 31 maggio scorso) alla società pubblico-privata Gida, che gestisce il depuratore industriale di Prato, di ricevere i conferimenti degli autospurgo.

La conseguenza è che a Gida (ricapitalizzata nel 2020 da Comune di Prato, Confindustria Toscana nord e Consiag) stanno venendo a mancare - solo per una questione burocratica: le nuove procedure da seguire - parte rilevante delle proprie entrate, che sarebbe servita per calmierare le tariffe di depurazione.

«Il distretto tessile pratese è a rischio blocco», hanno scritto in un comunicato gli industriali manifestando «disappunto e preoccupazione» e spiegando che se tintorie e rifinizioni non potranno più scaricare nella fognatura, si fermeranno a cascata tutte le altre aziende tessili. «Prato si sta risollevando con molta fatica dalla crisi determinata dal Covid - afferma Confindustria Toscana nord - e una ulteriore mazzata di questa entità sarebbe irreparabile per la città e per l'intera regione».