Oggi | 9 giugno 2021 00:05

«Livorno come Vado: terminal coi detriti delle cave»

L'economia circolare diventa uno degli obiettivi degli industriali apuani, che adesso - dopo che l'azienda San Colombano Costruzioni di Carrara ha riutilizzato 800mila tonnellate di detriti delle cave di marmo per i riempimenti a mare del terminal di Vado (si veda qui ) - lanciano la sfida all'Autorità portuale del Mar Tirreno settentrionale e alla Regione Toscana.

«Nel futuro bando per la Darsena Europa a Livorno - afferma Matteo Venturi, che guida degli industriali apuani in Confindustria Livorno-Massa Carrara - dovranno essere inserite premialità per chi s'impegna a fare i riempimenti a mare utilizzando i detriti delle cave del distretto che, essendo carbonato di calcio, sono per loro natura green». In questo modo, secondo gli industriali, si raggiungerebbero in un colpo solo due obiettivi strategici: accelerare sul terreno dell'economia circolare e "smaltire" migliaia di tonnellate di detriti che invadono le cave e rallentano l'attività di estrazione.

La San Colombano rappresenta un modello a cui guardare. L'azienda guidata da Edoardo Vernazza, prima in Europa a ottenere la certificazione Afnor per l'economia circolare rilasciata da Bureau Veritas, replicherà i riempimenti a mare di Vado in altre due opere: a Genova (due milioni di tonnellate di detriti di marmo) e alla diga di Savona (un milione di tonnellate di detriti).

Gran parte delle cave di Carrara, riunite nella società Carrara Marble Way, contribuirà a questa fornitura. «C'è una sensibilità crescente verso l'impatto ambientale e le emissioni di Co2 - aggiunge Venturi - per questo il riutilizzo dei detriti di cava è un'iniziativa molto positiva che potrà fare la differenza nello sviluppo del nostro territorio, portando Carrara a essere un riferimento internazionale nella pietra naturale».