Oggi | 3 maggio 2021 23:14

Niente intesa per Bekaert, via a 113 licenziamenti

Quattro ore di videoconferenza senza trovare, alla fine, un accordo per proseguire nel tentativo di tenere insieme le sorti della fabbrica Bekaert di Figline Valdarno e quelle dei 113 lavoratori che vi sono rimasti in forza: non aver trovato un accordo al tavolo telematico convocato dal ministero dello Sviluppo economico significa, alla luce dell'accordo sindacale firmato nel febbraio scorso, che da domani, 4 maggio, ultimo giorno utile di Cig, potranno partire le lettere di licenziamento.

L'ultima riunione della lunga vertenza, presieduta dalla viceministra Alessandra Todde, ha visto di nuovo un muro contro muro fra le parti, e un insuccesso della trattativa che ha deluso sindacati e istituzioni al tavolo: una proroga della Cig Covid al 24 giugno, sostengono, avrebbe aiutato la ricerca di una soluzione. Tuttavia l'unica ipotesi rimasta sul tavolo, ossia la costruzione di un progetto di filiera dell'acciaio per legare le sorti della fabbrica di Figline a quelle di Jsw Steel Italy di Piombino, altra reindustrializzazione fin qui non ancora completamente decollata, avrebbe avuto bisogno di tempi medio-lunghi per una sua concretizzazione. In assenza di un piano simile, Bekaert ha scelto di non prorogare oltre gli ammortizzatori sociali.

«Ci siamo resi comunque disponibili - ha annunciato Daniele Calosi (Fiom-Cgil) - a siglare nei prossimi giorni un protocollo che, in caso di futura reindustrializzazione dello stabilimento di Figline o di avvio di un'attività industriale anche in un sito limitrofo, preveda che chi subentrerà, se beneficerà di finanziamenti pubblici, costruisca con istituzioni e organizzazioni sindacali, le condizioni affinché vi siano le garanzie occupazionali per tutti i lavoratori licenziati da Bekaert».