Oggi | 30 aprile 2021 22:18

Esaote dribbla la pandemia e migliora i margini

Si chiude con un utile netto di 10,7 milioni il bilancio 2020 dell'azienda di diagnostica Esaote, approvato dall'assemblea degli azionisti. A livello consolidato l'utile è pari a 1 milione, con un margine operativo lordo (ebitda) di 34 milioni (+33,8%) e ricavi netti che sfiorano i 220 milioni (219,6), in linea col 2019. L'Italia resta il primo mercato (pesa il 37%), seguito da Europa occidentale (20%), Cina e Nord America (11,5% ciascuno).

A trainare le vendite di Esaote - che da tre anni fa capo a un consorzio di investitori cinesi e ha sedi a Genova e a Firenze, dove si trovano il centro di eccellenza per le sonde ecografiche e il polo logistico - sono stati gli ultrasuoni (+7% a 118 milioni), in particolare quelli portatili adatti alle esigenze delle terapie intensive e dei pronto soccorso e quelli di ultima generazione. Gli effetti della pandemia hanno invece rallentato le vendite di risonanze magnetiche e dei software per l'imaging diagnostico.

In crescita gli investimenti in ricerca & sviluppo (+8% a 25 milioni di euro), così come gli addetti (+60 persone a livello mondiale, per oltre metà in Italia) che hanno raggiunto quota 1.180.

Parla di «risultato estremamente positivo» l'amministratore delegato Franco Fontana: «Esaote ha portato avanti le politiche di ottimizzazione dei costi operativi - afferma - senza sacrificare, e anzi aumentando, gli investimenti in ricerca e sviluppo. Il consistente portafoglio ordini con cui si è aperto il 2021 e la graduale ripresa delle attività ordinarie ci consente di guardare con ottimismo al futuro».