Oggi | 28 aprile 2021 23:00

Il distretto di Prato si candida a diventare 'textile hub'

Il distretto di Prato si candida a diventare 'textile hub', strumento previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) appena presentato dal primo ministro Mario Draghi e pronto per essere inviato a Bruxelles per accedere alle risorse europee. Gli hub tessili serviranno a raggiungere l'obiettivo - anch'esso indicato dal Piano - del 100% di recupero dei rifiuti tessili, come anticipato da Toscana24 (si legga la notizia qui ).

«Come Confindustria Toscana Nord siamo determinati a raccogliere la sfida posta dal Pnrr, incluso il possibile coinvolgimento del distretto fra i Textile Hubs, con tutte le necessarie valutazioni del caso - annuncia in un comunicato il vicepresidente di Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca), Francesco Marini -. Stiamo già lavorando in questa direzione, per capire opportunità, rischi e fattibilità».

Il Pnrr si propone di potenziare la rete di raccolta differenziata e degli impianti di trattamento/riciclo degli scarti tessili: il tessile è l'unico settore per il quale si parla di recupero al 100%, sottolineano gli industriali, mentre per altri settori, alcuni dei quali con processi di recupero tecnicamente più semplici, gli obiettivi vanno dal 55% (apparecchi elettronici) all'85% (carta e cartone).

«La particolare rilevanza data al tessile - sottolinea Confindustria Toscana nord - è un segnale chiaro di quanto sia forte la sensibilità sul tema della tutela ambientale in relazione al settore». Anche se, precisano gli industriali, oggi non è tecnicamente possibile recuperare gli scarti tessili al 100%, neanche per un distretto che ha una lunga tradizione nel riciclo della lana come Prato. «Quello del recupero del 100% del tessile è un obiettivo a tendere, nobile e entusiasmante - sottolinea Marini - ma realisticamente irrealizzabile nel giro di pochi anni. Non si può pensare che il problema dello smaltimento degli scarti non recuperabili possa essere risolto in questo modo. Sì quindi a impianti di smaltimento sul territorio toscano, con la massima urgenza: il Piano rifiuti regionale non può ignorare questo aspetto».