Oggi | 27 aprile 2021 22:41

Pnrr e la sfida-Prato: recupero al 100% degli scarti tessili

A pagina 121 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentato dal premier Mario Draghi - e pronto per essere inviato alla Commissione Ue per ottenere i soldi del Fondo per la ripresa - all'interno del capitolo "Rivoluzione verde e transizione ecologica" c'è l'obiettivo che potrebbe imprimere una rinnovata spinta al distretto tessile di Prato piegato dalla pandemia: nell'ottica di potenziare l'economia circolare, e in linea con la strategia europea, il Pnrr prevede il target del 100% di recupero dei rifiuti tessili tramite i "Textile hubs". L'obiettivo si affianca a quello relativo al riciclo di apparecchi elettronici (55%), di carta e cartone (85%) e di rifiuti plastici (65%).

Per Prato, forte di una lunga tradizione nel riciclo della lana che ha dato vita a una filiera di lavorazioni e figure specializzate, il recupero dei rifiuti tessili significherebbe valorizzare un "saper fare" diffuso e qualificarsi come campione di sostenibilità. Tanto più se gli scarti di lavorazione fossero tracciati: «A sostegno della misura e per il raggiungimento degli obiettivi - afferma il Pnrr - verrà sviluppato un sistema di monitoraggio su tutto il territorio nazionale che consentirà di affrontare tematiche di "scarichi illegali" attraverso l'impiego di satelliti, droni e tecnologie di intelligenza artificiale».

Il rilancio del distretto è ora sul tavolo degli imprenditori pratesi di Confindustria, Cna e Confartigianato che hanno unito le forze e, con l'aiuto dell'Irpet (l'Istituto regionale per la programmazione economica), creato un 'Osservatorio su Prato' col compito di analisi della crisi (che non è solo legata alla pandemia, ma arriva da lontano) e di sviluppo di politiche e progetti industriali per il distretto.

«La tenuta di Prato è un tema importante ben oltre i confini provinciali - afferma il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord (Prato, Pistoia, Lucca), Francesco Marini -. L'Irpet ha calcolato infatti che i quasi otto miliardi di valore aggiunto generati da Prato attivano altri cinque miliardi nel resto del territorio regionale».

L'Osservatorio concentrerà il lavoro - spiega un comunicato - sull'analisi economica generale dello stato del distretto «e su aspetti strategici quali la sostenibilità, nella sua rilevanza e nei percorsi per valorizzarne la portata a vantaggio delle produzioni pratesi, e la crescita esponenziale del settore abbigliamento, che per il suo peculiare legame con la comunità cinese rimane un territorio in gran parte inesplorato».