Oggi | 15 aprile 2021 19:38

Rifiuti e 'ndrangheta, trema il comprensorio del cuoio

Arresti domiciliari per Alessandro Francioni (nella foto), ex presidente dell'Associazione conciatori e membro del Cda di Aquarno, per il direttore dell'associazione conciatori Aldo Gliozzi e il suo predecessore Piero Maccanti, ma si indaga anche sulla sindaca di Santa Croce sull'Arno, Giulia Deidda, e sul capo di gabinetto del presidente della Regione Toscana, Ledo Gori. Sono contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere aggravata dall'agevolazione mafiosa, traffico illecito di rifiuti, inquinamento e impedimento del controllo da parte degli organi amministrativi e giudiziari.

Al centro dell'inchiesta della Dda di Firenze c'è la gestione di rifiuti reflui e fanghi industriali prodotti nel distretto conciario tra le province di Firenze e Pisa. Per l'accusa, le ceneri di risulta dei rifiuti conciari classificati 'Keu', altamente inquinanti, sarebbero state miscelate con altri materiali e riutilizzate illecitamente in attività edilizie: circa 8.000 tonnellate di rifiuti contaminati sarebbero stati usati nella realizzazione del V lotto della Strada 429. Con l'ombra della 'ndranghera: il titolare dell'impianto di trattamento abusivo di materiali riciclati dai reflui e dai fanghi delle concerie di Santa Croce, Francesco Lerose, secondo gli inquirenti era «in stretto contatto con ambienti di spessore criminale della cosca Gallace, i quali avevano preso il controllo del subappalto del movimento terra per la realizzazione del V lotto della Strada regionale 429 Empolese-Valdelsa».

Secondo i Carabinieri Forestali, anzichè esserci un riciclo praticamente totale dei rifiuti conciari, con conferimento in discarica residuale, le ceneri derivate dai fanghi avrebbero avuto concentrazioni di inquinanti tali da non poter essere riutilizzate in attività edilizie di riempimento di rilevati o ripristini ambientali: queste erano inviate, dunque, a un impianto di produzione di materiali riciclati che provvedeva a miscelare questo rifiuto con altri inerti e a classificarlo materia prima per l'edilizia, con pericolo di contaminazione del suolo e delle falde. Inoltre sono emerse altre criticità per quanto le attività di scarico delle acque depurate trattate dal depuratore Aquarno, che verserebbe nel canale Usciana acque non adeguatamente depurate; anche la fase di lavorazione del cromo esausto presenterebbe notevoli profili di criticità.

L'inchiesta lambisce anche Palazzo Strozzi Sacrati: a Gori viene contestato il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, visto che secondo l'accusa si sarebbe reso disponibile a soddisfare le richieste del gruppo criminale, in cambio dell'impegno da parte degli imprenditori di chiedere esplicitamente a Eugenio Giani (estraneo alle indagini) di confermarlo nel suo incarico come capo di gabinetto. Pressioni per la riconferma di Gori sarebbero state esercitate anche da Deidda - accusata di associazione a delinquere - la quale si sarebbe anche impegnata in prima persona, sempre secondo l'accusa, per fare in modo che, ai vertici degli enti di controllo sulle attività dell'impianto di depurazione del consorzio Aquarno, fossero nominate persone gradite ai conciatori.