Oggi | 26 gennaio 2021 19:33

Runner Pizza fa scuola: il service assume i fattorini

Un'azienda di Prato che effettua consegne per la catena Runner Pizza ha deciso di seguire le orme del committente, assumendo - con il contratto Logistica e trasporto merci - i 24 fattorini (spesso chiamati col termine inglese rider) che portano cibo a domicilio in scooter o in bicicletta. L'accordo è stato firmato da Cgil, Cisl e Uil con la società Montegrappa che, secondo quanto reso noto dal sindacato, prevede di aumentare i lavoratori fino a 70 entro due anni.

Il marchio fiorentino Runner Pizza -13 punti vendita, 4,5 milioni di fatturato, 200 dipendenti di cui 140 rider che coprono i comuni di Firenze, Prato e l'area metropolitana consegnando 500mila pizze all'anno - fa capo a Tiziano Capitani ed è il pioniere delle consegne di cibo a domicilio in maniera organizzata, avviato nel lontano 1994. Ma Runner Pizza è stata anche una delle prime aziende in Italia a firmare con i sindacati, nel luglio 2019, un contratto di secondo livello che disciplina la figura dei rider.

L'accordo aziendale prevede un compenso legato alle ore lavorate (la paga oraria è quella prevista dal contratto nazionale Logistica) e un meccanismo incentivante agganciato alle consegne effettuate, studiato da Runner Pizza con i sindacati. Il "premio" così configurato può arrivare a incidere fino a 300-400 euro al mese, e si somma alla paga-base sempre garantita (che oscilla da 230-250 euro al mese a 750-800 euro al mese, a seconda delle ore contrattuali). Il contratto prevede ferie, malattia, trattamento di fine rapporto, tredicesima e quattordicesima. Una soluzione che a Runner Pizza costa circa il 20% in più rispetto al pagamento in base alle sole consegne, aveva spiegato Capitani, ma che «dà dignità ai lavoratori e consente a noi di pretendere il rispetto delle regole aziendali: e questo rappresenta una garanzia anche per il cliente finale».

A proposito del contratto firmato ora con la pratese Montegrappa, i sindacati parlano di «volontà di emersione dei ciclofattorini dal lavoro nero, sottopagato o con forme contrattuali sbagliate e improprie» e esultano per il «pagamento delle ore effettivamente lavorate e non in base alle consegne» e per il fatto che il rischio legato alla vendita dei prodotti e alle consegne «non sia a carico dei lavoratori, bensì dell'impresa».

«Ora avanti per l'estensione di questo tipo di accordi a tutte le aziende del settore», affermano Cgil, Cisl e Uil.