Oggi | 24 febbraio 2020 13:24

Coronavirus, il turismo vuole lo stato di calamità

La «forte preoccupazione» per lo sviluppo del coronavirus e «l'impatto devastante che avrà sulla nostra economica» spingono Confcommercio Toscana e le associazioni regionali del turismo ad essa collegate - Confturismo, Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita e Res Casa - a chiedere in una nota congiunta alle istituzioni preposte di dichiarare lo stato
di calamità «adottando misure valide a sostenere le aziende in questo periodo, come la moratoria sui mutui, lo slittamento del pagamento dei tributi e delle rate della rottamazione-ter in scadenza il 28 febbraio».

«Le giuste misure di sicurezza imposte dalla necessità di arginare il contagio, aggravate dall'effetto psicosi che si sta scatenando in questi giorni - affermano le associazioni - stanno producendo risultati devastanti per l'unico comparto che anche nella nostra regione sta dimostrando negli ultimi anni di reggere la crisi, sostenendo occupazione e produzione di ricchezza. Uno stop alla crescita del sistema turistico significa perdere una parte importantissima della nostra economia».

Già in questo primo scorcio del 2020, secondo le associazioni, era preoccupante l'assenza di turisti cinesi: «Ora si aprono scenari che possono arrivare addirittura al blocco totale
dei flussi turistici e degli eventi».

E' preoccupata soprattutto del calo al turismo scolastico Confesercenti Toscana, che oggi ha riunito la presidenza: «Nelle famose gite che si svolgono tra marzo e maggio la Toscana è leader con il 18% dei viaggi d'istruzione in Italia, che valgono circa due milioni di presenze» e che ora rischiano di subire un colpo micidiale, così come «il turismo cinese che, insieme a quello lombardo-veneto, rappresenta per la Toscana il 15% nel periodo febbraio-aprile».

«Questa situazione - ha detto il presidente regionale di Confesercenti, Nico Gronchi - deve trovare pronti interventi istituzionali rivolti al mondo delle imprese - e conseguentemente ai propri dipendenti - con la moratoria di tasse e tributi comunali, la previsione di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione in deroga, misure per il credito a breve».