Oggi | 18 febbraio 2020 16:15

Jsw-Piombino, ancora niente piano al tavolo del Mise


Un'altra riunione interlocutoria, al ministero dello Sviluppo economico, sul rilancio delle acciaierie di Piombino. Jsw Steel Italy ha ribadito ancora la propria volontà di investire sul complesso siderurgico toscano, ma tenendo fede alla richiesta di una proroga di quattro mesi formulata nel gennaio scorso, non ha presentato il proprio piano industriale.

Lo stallo non piace alle istituzioni: «Non si può continuare con questo tira e molla tra le istituzioni e i privati, è solo il territorio a farne le spese», afferma il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, secondo cui «se il Governo ha intenzione di concedere tale proroga, allora è necessario pretendere che entro questi quattro mesi Jsw presenti un piano industriale definitivo e non uno preliminare e che, comunque sia, nella proroga siano scritti chiari gli impegni e le conseguenze di eventuali inadempienze». L'idea del sindaco è quella di un "patto per Piombino", un accordo complessivo in linea coi principi del Green deal.

«Su Piombino e sul suo futuro il Governo deve metterci la faccia», ha dichiarato a sua volta il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha invitato il ministro Stefano Patuanelli a «venire di persona» a Piombino, così come il premier Giuseppe Conte: «So che è sensibile - ha detto - su questi temi. Lo abbiamo visto quanto giustamente si è impegnato per Taranto. Si occupi anche di Piombino i cui problemi sono risolvibili, a patto che il Governo faccia di più di quanto ha fatto finora».

Secondo il governatore toscano «è sufficiente che il Governo dedichi a Piombino il 10% delle attenzioni che ha dedicato all'Ilva. E da parte della Regione Toscana ci sarà il massimo spirito di collaborazione per il bene di Piombino e dei lavoratori». La preoccupazione, aggiunge Rossi, non deriva solo dalla richiesta di proroga, ma riguarda anche «il mancato acquisto del forno elettrico e i ritardi che si registrano su altri versanti, dalle bonifiche agli investimenti preannunciati sui laminatoi, che ancora non vediamo partire. Anche se c'è un lavoro che il Mise ed altri ministeri stanno facendo, penso che ci sia il problema di far ripartire le cose, di riavviare il progetto, altrimenti si perdono forza e spinta. E per far questo serve la politica».