PROMO PA | 30 novembre 2019 10:31

Giovani e Sport, in Toscana lotta contro il dropout

Secondo un'indagine del Coni realizzata su dati Istat, nella fascia d'età 11-14 anni il 66% dei ragazzi praticano sport, contro il 48% delle ragazze, ma queste percentuali scendono rispettivamente al 56% e al 39% nella fascia 15-17 anni, per diminuire ancora al 46% e al 27% nella fascia 18-19 anni. In pratica, il punto di massima pratica sportiva si registra tra gli 11 e i 14 anni. Subito dopo inizia l'abbandono: in particolare tra gli adolescenti la pratica sportiva subisce un calo annuo di circa il 10% in meno.

Il fenomeno, definito "dropout" , ha varie cause (difficoltà a conciliare sport e studio, infortuni, eccessiva pressione sulla perfomance, influenza della famiglia, ecc.) ma impatta negativamente sullo sviluppo fisico ed emotivo dei ragazzi per i quali, com'è noto, lo sport è fondamentale, anche negli anni della piena adolescenza, per diventare autonomi e consapevoli delle proprie capacità, imparare a mettersi in gioco, a collaborare con gli altri e a rispettare le regole di civile convivenza.

Di questa problematica si occupa il progetto europeo Pysd – Preventing Youth Sport Dropout – coordinato dal Centro giovanile di formazione sportiva di Prato e dal comune di Prato, e che vede la presenza di importanti federazioni sportive in Spagna, Serbia e Bulgaria. L'obiettivo del progetto , sostenuto da Promo Pa per le azioni di partecipazione e disseminazione, è quello di favorire l'inclusione sociale e l'uguaglianza delle opportunità nello sport, combattendo le cause dell'abbandono dell'attività sportiva da parte dei giovani, attraverso la sensibilizzazione degli operatori e fornendo strumenti di intervento alle associazioni sportive europee.

Le associazioni sportive, gli allenatori, le scuole e le famiglie sono i principali destinatari delle azioni del progetto: è infatti indubbio che l'abbandono sportivo è spesso il risultato degli atteggiamenti del "mondo adulto", con i suoi ritmi e le sue esasperazioni, che spesso alimentano un disagio e un malessere che è speculare agli aspetti di benessere e inclusione che lo sport contribuisce a raggiungere.

Annalisa Giachi