Oggi | 8 novembre 2019 17:33

Campinoti: «Basta amarcord, Siena sia contemporanea»

«Basta vivere di ricordi, bisogna essere contemporanei». Paolo Campinoti, presidente di Confindustria Toscana sud (Arezzo, Siena, Grosseto), alle assise degli industriali di Siena, stamani 8 novembre all'Accademia nusicale Chigiana, ha cercato di spargere uno spirito moderno - a partire dalla rappresentazione teatrale sulla "nuova" Siena che ha aperto l'incontro - e di valorizzare le eccellenze produttive del territorio, dalle scienze della vita al camper, dall'agroalimentare all'intelligenza artificiale, costruite «nonostante difficoltà, ostacoli e penalizzazioni».

Con lo stile schietto che lo contraddistingue, Campinoti ha puntato il dito sulla carenza infrastrutturale, quella che obbliga, per prendere un aereo, ad andare a Firenze «dove l'aeroporto funziona al 50% a causa di nebbia e vento che provocano dirottamenti dei voli», oppure a Roma «impiegando tre ore di auto». Giudizio pesante sulla superstrada Firenze-Siena piena di buche, così come sulla ferrovia per Siena. «Fare impresa nel nostro territorio è veramente un grande problema, è come correre la maratona con i mattoni in tasca», ha sottolineato Campinoti spiegando che «la politica ha il dovere di creare i presupposti perché un'azienda resti e investa». Il messaggio, ha chiarito, è rivolto innanzitutto alla Regione Toscana e poi al Governo.

«Se non si realizzano le infrastrutture non si può pensare di tenere le aziende sul territorio - ha aggiunto poi Campinoti riferendosi alla multinazionale Whirpool, che a Siena ha continuato a investire ma che ora potrebbe rivedere la strategia -. Un manager americano di Whirpool che ha decine di luoghi alternativi in cui investire, perché dovrebbe venire qui?».

Infine, il presidente è tornato sull'aggregazione delle Confindustrie territoriali della Toscana, che finora ha portato alla nascita di tre poli (Confindustria Toscana sud, Confindustria Toscana nord e Livorno-Massa Carrara), con Firenze e Pisa rimaste da sole. «La dimensione minima dev'essere quella regionale - ha ribadito Campinoti - finora questa operazione è stata un fallimento, e resta uno dei miei crucci. Il fatto di essere divisi non ci aiuta nel dialogo con la Regione, che è il nostro interlocutore. Ma io credo ancora che si possa arrivare a una sola Confindustria regionale».

Alle assise intitolate "Il dovere di eccellere" hanno preso parte anche Emanuele Montopoli e Marco Gori, docenti all'Università di Siena; Massimiliano Boggetti (Diesse Diagnostica senese) e Massimo Caputi (Terme di Saturnia) ; Vittorio Sgarbi.