PROMO PA | 19 ottobre 2019 10:31

Rapporto Anac, 6 casi di corruzione in tre anni

Fra agosto 2016 e agosto 2019 sono state 117 le ordinanze di custodia cautelare per corruzione spiccate dall'Autorità giudiziaria in Italia. Su 152 episodi di corruzione rilevati solo 6 sono in Toscana, costituendo il 3,9 per cento del totale.

E' quanto risulta dal Rapporto "La corruzione in Italia 2016-2019", elaborato dall'Anac e pubblicato il 17 ottobre, che fornisce una fotografia finalmente precisa per quanto non esaustiva del fenomeno, che - pur nella sua gravità - appare ridimensionato alla luce di dati che non si basano sulla mera percezione - come fanno invece gli indici internazionali come Transparency International - ma sull'esame dei provvedimenti emessi dall'Autorità giudiziaria nell'ultimo triennio.

Il settore più a rischio si conferma quello legato agli Appalti pubblici (74%) ed in particolare ai lavori pubblici (40%). Gli Enti maggiormente coinvolti sono i Comuni (41%), seguiti dalle società partecipate (24 casi, pari al 16%) e dalle Aziende sanitarie (16 casi, ovvero l'11%).

Il fenomeno appare molto cambiato rispetto a quello degli anni scorsi. E' innanzitutto più polverizzato: il coinvolgimento diretto della parte politica è diventato minoritario (su 207 indagati 43 sono politici), mentre è maggiormente coinvolto l'apparato burocratico: dirigenti, funzionari, rup, commissari di gara (56%). Si conferma anche la cd. "smaterializzazione" della tangente, con sempre minor incidenza della contropartita economica (48% dei casi), che viene invece sostituita da benefici indiretti come assunzioni, assegnazione di prestazioni professionali e in minima parte regalie.

Queste dinamiche confermano la correttezza di intervenire non solo sul piano repressivo, ma innanzitutto preventivo, riducendo all'origine i fattori di rischio, col ricorso alle misure organizzative già adottate dalla maggior parte delle pubbliche amministrazioni: trasparenza, formazione, gestione dei conflitti d'interesse, rotazione del personale.

Una rinnovata attenzione al tema viene ora stimolata dall'attuazione del nuovo Piano nazionale anticorruzione 2019-2021, l'atto di indirizzo che le Pa dovranno seguire nell'impostazione e adeguamento dei loro sistemi interni di prevenzione. Si è chiusa infatti la fase di consultazione del documento e si attende a breve l'emanazione della versione definitiva, che comprenderà alcune indicazioni metodologiche per la gestione dei rischi corruttivi (contenute in un separato documento già definitivo), un allegato dedicato alla rotazione del personale ed un utile riepilogo dei riferimenti normativi sul ruolo e sulle funzioni del Rpct.

Fra le principali novità del nuovo Piano la revisione parte generale, che assorbirà e supererà le analoghe parti dei precedenti Pna e tutte le indicazioni date fino ad oggi, lasciando invece in vigore le parti speciali e i relativi aggiornamenti.

Ioletta Pannocchia