Oggi | 17 ottobre 2019 09:23

Etruria-Popolare Vicenza, il Gip archivia le accuse

Come da richiesta del pool di pubblici ministeri che da anni lavora sul crac di Banca Etruria, il gip di Arezzo Fabio Lombardo ha archiviato il filone di indagini relativo alla mancata fusione con la Popolare di Vicenza. Finiscono dunque archiviate le accuse nei confronti, fra gli altri, degli ex presidenti Giusepppe Fornasari e Lorenzo Rosi, degli ex vicepresidenti Alfredo Berni e Pierluigi Boschi (padre dell'ex ministro Maria Elena), e dell'ex direttore generale Luca Bronchi.

Secondo quanto scrive il gip Lombardo nel decreto di archiviazione, «il mancato accordo commerciale, in ragione dello stato di crisi in cui entrambi gli istituti di credito versavano, non è idoneo di per sè a ritenere integrati i reati ipotizzati», e inoltre «non è possibile effettuare alcuna prognosi positiva in merito al nesso causale fra la condotta omessa e il verificarsi dell'evento di danno». La mancata fusione tra Etruria e Banca Popolare di Vicenza (a sua volta entrata in crisi, e rilevata in seguito da Intesa Sanpaolo) è al centro dell'azione civile di responsabilità, promossa davanti al tribunale delle imprese di Roma, dal liquidatore della vecchia Banca Etruria Giuseppe Santoni, il quale ha chiesto agli ex amministratori dell'istituto aretino vertici circa 400 milioni di euro complessivi, di cui 212 milioni nello specifico per la mancata fusione con la banca veneta.