Oggi | 15 ottobre 2019 18:27

Crescita zero per il Pil regionale nel 2019

Il tasso di crescita del Pil toscano cade e tocca lo 0% per il 2019, contro il +0,9% registrato nel 2018. E' questo il verdetto contenuto nel rapporto Ires per Cgil Toscana, che presenta la revisione delle stime econometriche Prometeia. Nel 2020 e 2021, secondo l'istituto, la crescita dell'economia regionale dovrebbe assestarsi rispettivamente su valori di +0,4% e +0,6%.

«Osserviamo con molta attenzione gli sviluppi sulla questione dei dazi e della Brexit, la meccanica e la moda esportano molto in Usa e Inghilterra, la prospettiva non è rassicurante», dice Claudio Guggiari della segreteria Cgil Toscana, secondo cui «per rilanciare i consumi interni potrebbero essere d'aiuto gli interventi sul cuneo fiscale di cui si parla nel Governo, mentre per le infrastrutture ci auguriamo che alle recenti rassicurazioni del ministro De Micheli sulle opere toscane seguano i fatti».

Il rafforzamento dell'export netto, secondo Ires, in base all'influsso positivo della domanda estera sull'economia toscana, non basta a controbilanciare l'incerto e lento andamento che farebbero registrare i consumi delle famiglie (+0,5% come nel 2018) e gli investimenti fissi lordi (da +4,3% a +0,5%) insieme all'apporto negativo della variazione delle scorte.

Buone notizie, per il sindacato, arrivano invece dal fronte del mercato del lavoro: nel primo trimestre del 2019 in Toscana, sommando le assunzioni a tempo indeterminato con le trasformazioni da lavoro a termine, si registra un aumento rispetto al 2018 con un saldo positivo di 11.076 posti di lavoro, il 35,8% del totale assunzioni contro il 26% del 2018. Lo stock complessivo regionale di occupati nel primo scorcio del 2019 appare sostanzialmente inalterato, intorno a 1,6 milioni di persone, e cala il tasso di disoccupazione che passa dall'8,3% al 7,7% su base regionale. Per quanto riguarda la Cassa integrazione, tuttavia, preoccupa l'accelerazione che si registra ad aprile e maggio, 2019, dopo un primo trimestre 2019 migliore rispetto allo stesso periodo del 2018. Parametrando le ore teoriche autorizzate a equivalenti rapporti "full time", sostiene la Cgil, si passa, infatti, dai 7-8 mila dipendenti disoccupati del primo trimestre a oltre 11mila dei mesi successivi, quasi tutti metalmeccanici.