Oggi | 23 settembre 2019 14:02

Menarini: «Radici locali, proiezione internazionale»

«Elcin Barker Ergun e Eric Cornut sono la rappresentazione di dove il gruppo Menarini vuole andare: solide radici locali e una proiezione internazionale nella ricerca, nell'innovazione, nelle tecnologie». Lucia Aleotti, azionista col fratello Alberto Giovanni del gruppo farmaceutico Menarini, ha presentato ufficialmente il nuovo (e primo nella storia dell'azienda) amministratore delegato, Elcin Barker Ergun, ingegnere turca nominata due settimane fa, nell'aula magna dell'Università di Firenze in occasione dell'illustrazione del volume d'arte sul frate domenicano e pittore rinascimentale Beato Angelico, curato da Menarini con Pacini editore.

La manager turca - proveniente dalla Merck Healthcare dove era direttore New Business e con grande esperienza nel settore farmaceutico nelle aree business, finanza e ricerca - si affianca al presidente Eric Cornut, svizzero, una lunga carriera in Novartis e nella ricerca farmaceutica e tecnologica, in carica dal giugno 2018.

«Siamo diventati una piccola multinazionale», ha detto Lucia Aleotti riferendosi all'iniezione manageriale fatta in un'azienda che finora era sempre stata guidata dalla famiglia e all'apertura internazionale che questo sta portando. «Le nostre radici restano a Firenze, nella città che per me è la più bella al mondo, e la nostra sede da più di 100 anni è al Campo di Marte - ha aggiunto Lucia Aleotti - ma la nostra proiezione adesso è in un mondo sempre più internazionale». Che non vuol dire solo esportare in tanti Paesi (136 gli attuali mercati di sbocco), ma avere "antenne" e progetti globali nella ricerca e nell'innovazione.

Solo così Menarini - 3,66 miliardi di ricavi 2018 (+1,6%) per il 75% all'export, 400 milioni di ebitda e 17.600 dipendenti - potrà puntare a fare il salto dimensionale. «Il 2019 si chiuderà con una piccola crescita rispetto allo scorso anno», ha concluso Aleotti.