Oggi | 23 settembre 2019 15:06

Fallimento Thomas Cook, alberghi in allarme

Questa volta non è come le altre: il fallimento di Thomas Cook, uno dei più grandi tour operator al mondo, annunciato questa mattina, 23 settembre, provoca una catena infinita di preoccupazioni e danni nelle strutture ricettive (anche) italiane e (anche) toscane. In particolare in Chianti e in Versilia, dove più forte è la presenza del tour operator inglese scelto soprattutto da turisti del Nord e Centro Europa.

Le associazioni di categoria sono già tempestate di telefonate, e gli studi legali sono già all'opera per cercare di dare indicazioni alle strutture ricettive. «Thomas Cook era un'istituzione, era la prima agenzia di viaggi al mondo – spiega Giancarlo Carniani presidente di Confindustria Alberghi Firenze –. E' difficile dire cosa deve fare un albergo quando si presenta un cliente che ha pagato la camera a un'agenzia fallita: di solito si richiede nuovamente il pagamento e si invita a rivalersi sull'agenzia fallita».

Per fortuna Thomas Cook fino a oggi ha pagato le fatture a 30 giorni, e dunque nella maggior parte dei casi ha già saldato le prenotazioni del mese di luglio. Mancano però quelle di agosto, mese "pesante" dal punto di vista dell'attività, oltre a quelle della prima parte di settembre. «Sono conti da 100, 200mila euro ad albergo – spiegano le associazioni – che sono importanti per un piccolo-medio hotel italiano».

E infatti le associazioni di categoria stanno ricevendo continue telefonate di alberghi preoccupati. Che sono imbarazzati anche a dialogare con i clienti 'in casa' che hanno prenotato con Thomas Cook: chi pagherà le loro camere?