Oggi | 12 settembre 2019 08:59

Ge scende ancora in Bhge e cede il controllo

Prosegue la "separazione ordinata" di Baker Hughes (Bhge) dalla casa madre General Electric, stavolta con la rinuncia alla quota di controllo. La multinazionale americana ha annunciato una nuova operazione di dismissione di azioni dopo quella dell'autunno scorso , con parziale buyback da parte di Bhge, la cui conclusione è fissata per lunedì 16 settembre. Per effetto dell'operazione, la quota di Ge in Bhge scenderà al 38,4%, portando nelle casse di General Electric una somma tra i 2,7 e i 3 miliardi di dollari.

Le due società rimangono legate, oltre che dalla quota rimanente di azioni - che Ge punta comunque a dismettere nel tempo - da una serie di accordi di lungo termine siglata nel novembre 2018 per lo sviluppo e la commercializzazione di turbine a gas. Cambierà la composizione del board di Bhge: lo stesso Lorenzo Simonelli rimarrà alla guida della società, ma non più come espressione di Ge.

«Ridurre la quota di Ge in Bhge continua i nostri sforzi per migliorare la nostra posizione finanziaria«, ha spiegato in una nota Larry Culp, presidente e amministratore delegato di General Electric, sottolineando che «continueremo a intraprendere azioni nel 2019 e nel 2020 per conseguire i nostri target di indebitamento». L'azienda conferma dunque la propria aspettativa di «continuare a dismettere il resto delle azioni di Bhge in una maniera ordinata nel tempo». Per effetto della discesa sotto il 50% nel capitale di Bhge, Ge procederà al deconsolidamento di Bhge, e si prepara a "una significativa perdita" nei ricavi, che si rifletterà nei risultati del terzo trimestre 2019.

Non cambierà nulla per Nuovo Pignone, la società fiorentina capofila del business delle turbine di Bhge, i cui dipendenti - secondo quanto scrive Repubblica nella sua cronaca fiorentina - hanno ricevuto una mail di rassicurazioni dal direttore finanziario Brian Worrell. Tuttavia, scrive il quotidiano, le società che fanno capo alla Nuovo Pignone Holding hanno perso dal 2015 al 2018 oltre 820 milioni di ricavi della gestione caratteristica, scesi dunque a 3,024 miliardi di euro, e anche il numero dei dipendenti registra nel periodo in questione un saldo negativo.