Oggi | 12 settembre 2019 16:01

Gucci trascina a 'zero impatto' la catena di fornitura

L'intera catena di fornitura di Gucci diventa 'carbon neutral': significa che il marchio fiorentino, parte del gruppo francese del lusso Kering, s'impegna a calcolare le emissioni di gas serra generate dalle proprie attività (uffici, negozi, magazzini) e da quelle dei propri fornitori, a ridurle e a compensarle (annualmente) attraverso quattro progetti che puntano alla conservazione e al ripristino delle foreste mondiali. Il risultato sarà "zero impatto" sul clima.

L'operazione - anticipata sul Sole 24 ore di oggi, 12 settembre, e annunciata poi con un comunicato - ha una valenza innovativa soprattutto per la filiera di fornitura e subfornitura che, come si sa, nella moda è lunga e spesso sfilacciata. Nel caso di Gucci, si tratta di centinaia di aziende di tessile, abbigliamento, concia, pelletteria, calzature, accessori che sono responsabili del 90% delle emissioni e che saranno esaminate, valutate e indirizzate verso comportamenti a basso impatto.

«Si tratta di un impegno senza precedenti nell'ambito della sostenibilità nel mondo del lusso», afferma un comunicato del brand che si è ormai ritagliato il ruolo di leader nella riduzione degli impatti ambientali e di guida per fermare il cambiamento climatico.

Tra gli obiettivi che Gucci si è dato c'è la riduzione delle emissioni di gas serra del 50% entro il 2025 (facendo riferimento all'anno 2015). Finora la tabella di marcia è stata rispettata - afferma l'azienda - con -16% dell'impronta globale generata tenendo conto anche della supply chain (e -16% delle emissioni di gas serra, che rappresentano il 35% dell'impronta globale). Il percorso si basa sulla rendicontazione di tutte le emissioni di gas serra lungo tutta la filiera (dal 2017 Gucci pubblica il bilancio EP&L, Environmental profit and loss). Tra le azioni virtuose messe in atto ci sono l'aumento dell'uso di energie rinnovabili (nel 2018 Gucci ha raggiunto il 70% di utilizzo di energie rinnovabili, entro il 2020 promette di arrivare al 100%); la riduzione dei consumi di acqua, energia e sostanze chimiche legate alla produzione della pelle; il riciclo degli scarti di pelle e di tessuto generati nei processi di produzione; l'eliminazione di metalli pesanti nel processo di concia; l'utilizzo di metalli riciclati in accessori e gioielli; l'incremento dell'uso di fibre organiche.

Le emissioni "inevitabili" saranno compensate attraverso quattro progetti Redd+ (il meccanismo messo a punto dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) in Kenya, Perù, Indonesia e Cambogia che puntano alla conservazione delle foreste e alla protezione di ecosistemi critici.