Oggi | 11 settembre 2019 16:58

Prato, la produzione industriale arretra del 3,4%

Nell'area che abbraccia Prato, Pistoia e Lucca scatta l'allarme per la contrazione della produzione industriale: «La gelata è arrivata, il momento è delicatissimo», afferma Giulio Grossi, presidente di Confindustria Toscana nord (Prato, Pistoia, Lucca), commentando l'indagine congiunturale elaborata dall'ufficio studi dell'associazione.

Il rallentamento, partito nel primo trimestre dell'anno, si è intensificato col passare dei mesi: nel secondo trimestre la produzione industriale dell'area ha segnato -1,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-2,2% a livello nazionale). Si salva Pistoia (+1,6%) grazie alla metalmeccanica (+8,2%); arretra Lucca (-0,8%) nonostante il buon andamento dell'alimentare (+8,4%); s'aggrava la situazione di Prato (-3,4%), dove nessun comparto mantiene il segno "più".

«Il momento è delicatissimo - aggiunge Grossi - anche per noi la situazione comincia a farsi allarmante e servono serietà e senso di responsabilità della classe politica». Se i mercati internazionali rallentano (ma non per tutti, si legga 'Vola l'export della Toscana: +17,9%' ) e il mercato interno ristagna, secondo Grossi qualcosa si può comunque fare: «Rendere le nostre imprese più competitive agendo sui fattori di contesto legati a normative e a scelte politiche nazionali, regionali e locali». Due esempi su tutti: il cuneo fiscale e contributivo (da ridurre) e le infrastrutture (da fare).

«Lo ribadisco: serietà e senso di responsabilità di chi ci governa e ci amministra - conclude Grossi - questa è la priorità numero uno per il paese».