Oggi | 10 settembre 2019 15:42

Cgil e Sunia chiedono un rilancio dell'abitare ''sociale''

Un piano pluriennale di aumento dell'offerta di alloggi sociali in affitto a canoni sostenibili, puntando sul recupero di aree ed edifici dismessi; revisione della legge sulle locazioni che punti, attraverso contrattazione collettiva e leva fiscale, ad abbassare il livello degli affitti privati e aumentare l'offerta; una dotazione finanziaria certa e continuativa per permettere programmazione degli interventi e sostegno diretto agli inquilini in difficoltà. E' quanto chiedono Cgil e Sunia Toscana, per ovviare a una situazione che vede 22mila famiglie collocate nelle graduatorie comunali in attesa dell'assegnazione di una casa popolare, con solo il 5% che secondo le stime del sindacato troverà una risposta abitativa pubblica nel corso dei prossimi 5 anni.

La richiesta di Cgil e Sunia arriva a commento dei dati del ministero dell'interno secondo cui in Toscana nel 2018 si registra un calo per gli sfratti eseguiti con forza pubblica (19%), per quello che riguarda gli sfratti in corso (meno 20%), e per quello che riguarda le richieste di sfratto (meno 10%): le convalide di sfratto in attesa di esecuzione sono 3.848 in tutto, e sono 12mila le famiglie toscane in attesa dello sfratto con forza pubblica.

Tuttavia, lamenta Laura Grandi, segretaria generale Sunia Toscana, «le abitazioni che sono state liberate nel corso degli ultimi anni non sono state immesse nel circuito degli affitti per i residenti, bensì immesse nel comparto degli alloggi per gli affitti brevi per turisti». Un fenomeno che colpisce soprattutto le città d'arte toscane dove, sostengono i sindacati, circa il 70% degli affitti è ormai rappresentato dalle locazioni brevi proposte sulle piattaforme online come Airbnb.

Fra le singole aree, Firenze e provincia contano 1.015 nuove convalide di sfratto, 3.494 richieste di esecuzione, 715 sfratti già eseguiti con forza pubblica. Empoli continua invece ad essere la città toscana con più espropri immobiliari in rapporto al numero di abitanti. Pisa e provincia guadagnano il secondo posto con il primato di essere l'unica città con un aumento delle nuove convalide di sfratto (+9,38%), con 420 convalide di sfratto e 414 sfratti con richiesta di forza pubblica, oltre a 320 sfratti già eseguiti sempre con la forza pubblica.