Oggi | 19 agosto 2019 13:03

Industria scarpe: la Toscana ora tallona le Marche

Non c'è solo la pelletteria (cioè le borse) a spingere l'export della Toscana , facendone una delle regioni con le migliori performance all'estero nel primo trimestre 2019 e rafforzandone il ruolo di regina italiana della filiera-pelle. Silenziosamente negli ultimi anni anche l'industria calzaturiera - letteralmente decimata dalla crisi post-2007 - ha ripreso vigore, spinta dai marchi del lusso che hanno intensificato sia le produzioni dirette che quelle appaltate a laboratori locali.

A certificarlo sono gli ultimi dati di Assocalzaturifici (elaborati da Confindustria Moda) che indicano in Toscana 1.030 aziende calzaturiere con 15mila addetti. La Toscana tallona così le Marche che, colpite più pesantemente dalla crisi che ha interessato le produzioni di fascia media, contano oggi 1.461 aziende con 19.220 addetti diretti. Al terzo posto il Veneto (709 aziende e 15.692 addetti), a distanza Campania, Lombardia e Puglia.

La Toscana calzaturiera sta continuando a correre anche all'estero: nel primo trimestre 2019 l'export di scarpe ha segnato +20,2% toccando i 619,5 milioni. Nell'intero 2018 le vendite all'estero di scarpe dalla Toscana hanno superato i 2 miliardi di euro (2.061,6 milioni), con un incremento del 3,8% sull'anno precedente. La fetta più grossa è prodotta a Firenze (1.374,7 milioni) seguita a grande distanza da Santa Croce sull'Arno (203,8 milioni), Arezzo (189,9 milioni), Lucca (158,8 milioni) e Lamporecchio (134,3 milioni). Il rischio, come accade per altri prodotti, è che parte di questa merce parta effettivamente dalla Toscana senza però essere prodotta qui.