Oggi | 29 luglio 2019 17:55

Piano cave, Confindustria chiede una revisione

Il piano cave che domani sarà all'ordine del giorno del Consiglio regionale è «un piano restrittivo che rischia di generare ripercussioni sul settore estrattivo, sia per quello che riguarda i materiali da costruzione e quelli industriali che per gli ornamentali». E' la valutazione del presidente di Confindustria Toscana, Alessio Ranaldo (nella foto), secondo il quale «abbiamo bisogno di materiale per le molte infrastrutture che anche la Regione sostiene; e inoltre il piano rischia di disincentivare importanti investimenti in alcune filiere industriali fondamentali per il nostro territorio».

L'associazione terrà d'occhio i lavori del Consiglio: «Abbiamo evidenziato i rischi in modo molto chiaro nelle nostre osservazioni - spiega Ranaldo - e ci auguriamo che il Consiglio ne tenga conto in sede di adozione. In caso contrario, ripresenteremo tutte le osservazioni, come previsto dalla normativa, nei sessanta giorni dopo l'adozione. Siamo convinti infatti che il piano debba essere rivisto su alcuni aspetti».

L'assessore regionale all'urbanistica Vincenzo Ceccarelli ha definito «davvero eccessive» le preoccupazioni di Confindustria Toscana, perché sul piano «c'è stato un lungo ed approfondito confronto che ha coinvolto tutti i soggetti interessati», e «molte delle proposte avanzate dagli industriali sono state accolte». Ceccarelli ha ricordato poi che «è previsto il monitoraggio del Piano e saranno sempre possibili gli eventuali aggiornamenti: il primo fra 3 anni e poi a cadenza quinquennale. Ci sarà insomma la possibilità di dare risposta a esigenze nuove che potranno manifestarsi. E' inoltre previsto che ulteriori approfondimenti possano realizzarsi nell'iter consiliare, anche dopo l'adozione».