Oggi | 29 maggio 2019 17:20

«A Firenze cantieri bloccati e incertezza normativa»

E' accaduto di nuovo, come nel maggio 2017: da un giorno all'altro, nel centro storico di Firenze, i cantieri per frazionare appartamenti o cambiare la destinazione d'uso di un immobile si sono bloccati, in attesa di indicazioni (che per adesso non ci sono) dal Comune. E' l'effetto dell'ordinanza del Consiglio di Stato che il 23 maggio scorso ha sospeso la variante al regolamento urbanistico di Firenze approvata nell'ottobre 2018 su proposta dell'assessore Giovanni Bettarini (quella che ha introdotto la ristrutturazione edilizia con limitazioni in centro storico) e "promossa" dal Tar in febbraio.

Un'ordinanza che «bloccherà gran parte dell'attività edilizia» e porterà «gravi ripercussioni sui cantieri in corso», afferma ora l'Ordine degli architetti di Firenze chiedendo che il Tar Toscana - a cui il Consiglio di Stato ha rinviato per approfondire le questioni di merito - si pronunci rapidamente «ribadendo la legittimità della variante e togliendo il settore dall'incertezza normativa».

Dura è la posizione dell'Ordine: «Mentre si propugnano il rilancio economico e la ripresa degli investimenti, si fa precipitare il settore dell'edilizia in una insostenibile incertezza di diritto. Siamo in presenza di un corto circuito che fulmina quanti sono impegnati a fare e gratifica gli specialisti dell'opposizione a prescindere».

Ma gli architetti rilanciano anche un "vecchio" monito all'Amministrazione fiorentina: «Sollecitiamo il Comune alla revisione del regolamento urbanistico: serve una più dettagliata classificazione edilizia del patrimonio edilizio esistente, per consentire una differenziata articolazione della disciplina edilizia, adeguata alla condizione dei singoli edifici». La nuova categoria d'intervento della "ristrutturazione edilizia con limitazioni", secondo l'Ordine degli architetti, è ancora troppo limitante per gran parte del patrimonio edilizio, non tanto per gli immobili di maggior pregio ma soprattutto per il patrimonio diffuso «che è trattato alla stessa stregua». Con una classificazione puntuale degli edifici, secondo gli architetti, sarebbe possibile «una maggiore articolazione della disciplina edilizia, in grado di attivare davvero i processi di rigenerazione urbana, il positivo riuso dei contenitori dismessi e anche di rendere più semplice l'esecuzione degli interventi minuti».