1. Cesare Peruzzi
    giornalista

    Destino segnato per Mps, ma Siena ha un futuro

    La città non è più Monte-dipendente come una volta e la sua crescita grazie alla farmaceutica, alla ricerca, all'enogastronomia, alla cultura e al turismo sta dimostrando di poter camminare in altre direzioni.

  2. Francesca Lascialfari, Dirigente scolastica dell'Istituto alberghiero Aurelio Saffi di Firenze

    Rapporti tra istruzione e impresa: il punto di vista della scuola

    L'interazione non è rinviabile: i contatti con il mondo del lavoro devono consolidarsi e trovare uno sviluppo concreto con vero spirito di collaborazione per una crescita comune.

  3. Marco Bracci, sociologo all'Università di Firenze

    Study Abroad: un settore rilevante per la Toscana

    Nel post Covid-19 la regione può aspirare a diventare leader a livello mondiale del settore: ma serve un progetto di place branding che coinvolga gli attori operanti sul territorio, e convincere le istituzioni straniere ad avviare programmi universitari anche nei piccoli centri toscani.

  4. Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana

    La crisi è un'occasione per sciogliere i nodi dello sviluppo

    Ripartire non deve significare "tornare come prima". Vorrebbe dire rassegnarsi a una bassa crescita, a pochi investimenti, ad una scarsa produttività. Invece dobbiamo ripensare il nostro modo di fare impresa, e avviare quei cambiamenti che fanno anticamera da anni, anche nel nostro territorio.

  5. Stefano Casini Benvenuti, direttore dell'Irpet

    Cosa cambierà dopo l'emergenza Covid

    Se da un lato è possibile che sul fronte dei consumi si aprano di nuovo prospettive favorevoli, dall'altro è bene non fidarsi troppo del fatto che le eccellenze toscane riescano automaticamente a riprendersi le quote del passato.

  6. Silvio Bianchi Martini, dipartimento di Economia e Management dell'Università di Pisa

    Interventi selettivi per la ripartenza dopo il Covid

    Le azioni del pubblico non dovrebbero prevedere una logica "a pioggia", e le risorse devono arrivare agli anelli deboli delle filiere vincenti: così è possibile produrre concreti effetti positivi moltiplicativi di lungo periodo.

  7. Mauro Grassi, economista

    Investimenti pubblici in Toscana: una grande occasione

    Con il recovery plan e con il decreto semplificazione si spera di rilanciare un percorso virtuoso. Ma dobbiamo evitare che le regole esistenti, troppo spesso rivelatesi utili a fare poco e male, siano di ostacolo a fare tanto e bene.

  8. Pier Matteo Fagnoni, Presidente dell'Ordine degli Architetti di Firenze

    Servono norme efficaci per l'urbanistica

    Nel prossimo futuro Firenze dovrà confrontarsi con il nuovo Piano Operativo. Ci vuole una pianificazione efficiente per una città che ha estremo bisogno di rinascere ma, soprattutto, di non essere paralizzata attraverso il ricorso ai tribunali.

  9. Giorgio Bartoli, Presidente Camera di Commercio di Lucca

    Servono impianti per smaltire il pulper di cartiera

    Servono impianti a dimensione dei nostri distretti regionali, per un fatto di competitività produttiva industriale, e di interesse in ambito economico-ambientale della comunità.

  10. Massimiliano Bonacchi, Ordinario di Economia aziendale, Università di Bolzano

    L'azienda deve raccontare le strategie post-Covid

    Ove regna l'incertezza, è necessario infondere fiducia a chi guarda verso l'impresa. L'informazione è di vitale importanza per offrire ai finanziatori e a tutti gli stakeholder l'immagine di una conduzione aziendale presente e soprattutto lungimirante.

  11. Massimiliano Guerrini, Presidente Fondazione Its Mita

    Il sistema degli Its ha bisogno di risorse certe

    E' giunto il momento che venga premiata la performance e la qualità della formazione: la politica riconosca la nostra potenzialità, e programmiamo insieme i fondi da stanziare, è impossibile continuare coi bandi annuali.

  12. Stefano Frangerini, presidente Ance Toscana

    Non si riparte senza le costruzioni

    Si tratta di un settore ad alta intensità di manodopera strettamente legato al territorio e con un elevato moltiplicatore degli investimenti, tutti elementi che indicano la necessità di concentrare su di esso risorse pubbliche e private, o meglio ancora di riuscire a spendere velocemente le risorse già previste.

  13. Giordana Giordini, presidente Sezione Orafi Confindustria Toscana Sud

    Dobbiamo arrivare preparati alla Fase 2

    Il distretto orafo di Arezzo ha urgentemente necessità di poter riprendere l'attività. Abbiamo bisogno di date certe e di indicazioni chiare per la sicurezza dei nostri dipendenti, dei nostri collaboratori e anche di noi stessi imprenditori.

  14. Luciano Bozzo, Professore di Relazioni internazionali all'Università di Firenze

    Pandemia, recessione, crisi globale: un'occasione da cogliere

    Affrontare un'emergenza nazionale come quella del Coronavirus richiede stabilità e credibilità della politica, solida identità collettiva, sistemi e procedure decisionali rapidi ed efficaci, capacità di pianificazione strategica. Non sono caratteristiche dell'Italia: ma nella crisi il Paese si può "ripensare".

  15. Dalida Angelini, Segretaria generale Cgil Toscana

    Un "filo verde" per rilanciare la costa

    Parola d'ordine: sviluppo sostenibile. Con lo scopo di aumentare l'occupazione, di diffondere un lavoro di qualità e di fare una vera lotta alle diseguaglianze.

  16. Stefano Casini Benvenuti, Direttore Irpet

    Per il 2020 la sfida è quella della produttività

    Solo così una forza lavoro che in Toscana è destinata a crescere poco, per motivi demografici, potrebbe essere in grado di fornire il necessario sostegno alla parte restante della popolazione che invece crescerà molto.

  17. Stefano Frangerini, Presidente Ance Toscana

    Edilizia e legge di bilancio, le aspettative tradite

    E' tecnicamente impossibile ridare slancio al Pil senza l'apporto determinante delle costruzioni: ma parallelamente alla stagnazione degli investimenti pubblici continuano le difficoltà del mercato privato.

  18. Riccardo Cerza, Segretario generale Cisl Toscana

    Alziamo gli stipendi per favorire la ripresa

    Senza mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori, un paese che produce per il 75% per il mercato interno non ricomincerà mai a correre.

  19. Fabrizio Tistarelli, Presidente Fondazione Its Eat

    Cresce la sinergia tra formazione specializzata e mondo delle imprese

    La formazione scolastica non è al passo con i tempi ed è frequente che le aziende non riescano a trovare sul mercato i profili di cui hanno bisogno. Una risposta tangibile a questa necessità arriva dagli Istituti tecnici superiori.

  20. Leonardo Bassilichi, Presidente Camera di commercio Firenze, vicepresidente Unioncamere

    Camere di commercio, una riforma da completare

    Non è possibile che un numero ristretto di "dissidenti" blocchi questo processo: se il fronte si ricompatta avviamo un confronto per apportare migliorie, in caso contrario spetta alla politica intervenire.

  21. Alfredo De Girolamo, Presidente Confservizi Cispel Toscana

    Le aziende partecipate sono un valore per i Comuni

    E' arrivato il tempo di cambiare punto di vista rispetto a questo sistema di imprese, che la recente legge Madia ha visto "con sospetto" riconducendolo a logiche da pubblica amministrazione invece che a logiche industriali e competitive.

  22. Alessio Ranaldo, Presidente Confindustria Toscana

    Senza industria niente Pil, col Patto per lo sviluppo abbiamo l'agenda

    C'è un programma di lavoro che, da qui a fine legislatura, ci deve vedere tutti impegnati a restituire a imprese e cittadini quella stabilità e quella fiducia che negli ultimi anni sono venute un po' meno, ma che sono alla base di qualsiasi investimento e di qualsiasi innovazione.

  23. Alberto Ricci, presidente Confindustria Livorno Massa Carrara

    Una holding per superare la Toscana a due velocità

    Siamo convinti che lo sviluppo si realizzerà soltanto attraverso un'alleanza di territorio che valorizzi requisiti e capacità esistenti, creando un forte asse socio-economico tra l'area metropolitana e la costa.

  24. Giulio Grossi, presidente Confindustria Toscana Nord

    Sviluppo frenato dai tatticismi politici

    Realizzare le infrastrutture, forse, non paga sul piano elettorale, ma l'immobilismo paga? Purtroppo, quando i cittadini si renderanno conto dei danni che l'economia locale e nazionale riceve da questa linea del "non fare", i problemi saranno ancora più gravi di quelli attuali.