1. Massimiliano Bonacchi
    Ordinario di Economia aziendale, Università di Bolzano

    L'azienda deve raccontare le strategie post-Covid

    Ove regna l'incertezza, è necessario infondere fiducia a chi guarda verso l'impresa. L'informazione è di vitale importanza per offrire ai finanziatori e a tutti gli stakeholder l'immagine di una conduzione aziendale presente e soprattutto lungimirante.

  2. Massimiliano Guerrini, Presidente Fondazione Its Mita

    Il sistema degli Its ha bisogno di risorse certe

    E' giunto il momento che venga premiata la performance e la qualità della formazione: la politica riconosca la nostra potenzialità, e programmiamo insieme i fondi da stanziare, è impossibile continuare coi bandi annuali.

  3. Stefano Frangerini, presidente Ance Toscana

    Non si riparte senza le costruzioni

    Si tratta di un settore ad alta intensità di manodopera strettamente legato al territorio e con un elevato moltiplicatore degli investimenti, tutti elementi che indicano la necessità di concentrare su di esso risorse pubbliche e private, o meglio ancora di riuscire a spendere velocemente le risorse già previste.

  4. Giordana Giordini, presidente Sezione Orafi Confindustria Toscana Sud

    Dobbiamo arrivare preparati alla Fase 2

    Il distretto orafo di Arezzo ha urgentemente necessità di poter riprendere l'attività. Abbiamo bisogno di date certe e di indicazioni chiare per la sicurezza dei nostri dipendenti, dei nostri collaboratori e anche di noi stessi imprenditori.

  5. Luciano Bozzo, Professore di Relazioni internazionali all'Università di Firenze

    Pandemia, recessione, crisi globale: un'occasione da cogliere

    Affrontare un'emergenza nazionale come quella del Coronavirus richiede stabilità e credibilità della politica, solida identità collettiva, sistemi e procedure decisionali rapidi ed efficaci, capacità di pianificazione strategica. Non sono caratteristiche dell'Italia: ma nella crisi il Paese si può "ripensare".

  6. Dalida Angelini, Segretaria generale Cgil Toscana

    Un "filo verde" per rilanciare la costa

    Parola d'ordine: sviluppo sostenibile. Con lo scopo di aumentare l'occupazione, di diffondere un lavoro di qualità e di fare una vera lotta alle diseguaglianze.

  7. Stefano Casini Benvenuti, Direttore Irpet

    Per il 2020 la sfida è quella della produttività

    Solo così una forza lavoro che in Toscana è destinata a crescere poco, per motivi demografici, potrebbe essere in grado di fornire il necessario sostegno alla parte restante della popolazione che invece crescerà molto.

  8. Stefano Frangerini, Presidente Ance Toscana

    Edilizia e legge di bilancio, le aspettative tradite

    E' tecnicamente impossibile ridare slancio al Pil senza l'apporto determinante delle costruzioni: ma parallelamente alla stagnazione degli investimenti pubblici continuano le difficoltà del mercato privato.

  9. Riccardo Cerza, Segretario generale Cisl Toscana

    Alziamo gli stipendi per favorire la ripresa

    Senza mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori, un paese che produce per il 75% per il mercato interno non ricomincerà mai a correre.

  10. Fabrizio Tistarelli, Presidente Fondazione Its Eat

    Cresce la sinergia tra formazione specializzata e mondo delle imprese

    La formazione scolastica non è al passo con i tempi ed è frequente che le aziende non riescano a trovare sul mercato i profili di cui hanno bisogno. Una risposta tangibile a questa necessità arriva dagli Istituti tecnici superiori.

  11. Leonardo Bassilichi, Presidente Camera di commercio Firenze, vicepresidente Unioncamere

    Camere di commercio, una riforma da completare

    Non è possibile che un numero ristretto di "dissidenti" blocchi questo processo: se il fronte si ricompatta avviamo un confronto per apportare migliorie, in caso contrario spetta alla politica intervenire.

  12. Alfredo De Girolamo, Presidente Confservizi Cispel Toscana

    Le aziende partecipate sono un valore per i Comuni

    E' arrivato il tempo di cambiare punto di vista rispetto a questo sistema di imprese, che la recente legge Madia ha visto "con sospetto" riconducendolo a logiche da pubblica amministrazione invece che a logiche industriali e competitive.

  13. Alessio Ranaldo, Presidente Confindustria Toscana

    Senza industria niente Pil, col Patto per lo sviluppo abbiamo l'agenda

    C'è un programma di lavoro che, da qui a fine legislatura, ci deve vedere tutti impegnati a restituire a imprese e cittadini quella stabilità e quella fiducia che negli ultimi anni sono venute un po' meno, ma che sono alla base di qualsiasi investimento e di qualsiasi innovazione.

  14. Alberto Ricci, presidente Confindustria Livorno Massa Carrara

    Una holding per superare la Toscana a due velocità

    Siamo convinti che lo sviluppo si realizzerà soltanto attraverso un'alleanza di territorio che valorizzi requisiti e capacità esistenti, creando un forte asse socio-economico tra l'area metropolitana e la costa.

  15. Giulio Grossi, presidente Confindustria Toscana Nord

    Sviluppo frenato dai tatticismi politici

    Realizzare le infrastrutture, forse, non paga sul piano elettorale, ma l'immobilismo paga? Purtroppo, quando i cittadini si renderanno conto dei danni che l'economia locale e nazionale riceve da questa linea del "non fare", i problemi saranno ancora più gravi di quelli attuali.

  16. Alfredo De Girolamo, Presidente Confservizi Cispel Toscana

    Scacco ai rifiuti in cinque mosse

    La nostra proposta per far decollare l'economia circolare prevede di migliorare la qualità delle raccolte differenziate, investire in tecnologia, avere un quadro normativo chiaro, certezze impiantistiche e sinergie, in fase di riciclaggio e di recupero energetico, tra rifiuti urbani e speciali.

  17. Patrizia Alma Pacini, presidente Unione industriale pisana

    Le imprese sono obbligate a innovare

    Con Industria 4.0 il fattore umano sarà sempre più decisivo e la provincia di Pisa ha un territorio ricco di aziende "knowledge driven". Ma servono investimenti in infrastrutture che permettano connessioni veloci e di qualità, sia per le merci sia per le persone.

  18. Stefano Frangerini, presidente Ance Toscana

    Regole chiare e stabili per sbloccare i cantieri

    Bisogna superare il criterio del "massimo ribasso". La qualità deve essere il primo criterio di valutazione, il prezzo l'ultimo. E poi, per far ripartire il settore, servono iter autorizzativi e progettuali certi nei tempi e nei contenuti e con irrevocabilità della legittimità del procedimento.

  19. Giacomo Martelli, presidente Acli Toscana

    Una regione divisa (su tutto) in due

    Dove c'è meno crescita e meno lavoro, si vive peggio e si muore prima: l'indagine del Sole 24 Ore sulla Sanità italiana dimostra che le province toscane della Costa sono agli ultimi posti, mentre Firenze è nella top-ten. Servono investimenti mirati per riequilibrare lo sviluppo sul territorio.

  20. Alessio Ranaldo, Presidente Confindustria Toscana

    L'Europa non è un vincolo, ma è un'opportunità

    Le prossime elezioni saranno anche una scelta su quale futuro vogliamo per l'Italia e per la Toscana perché, sempre di più, ciò che accade a Bruxelles accade anche in casa nostra.

  21. Deborah Bianchi, avvocato in Diritto dell'Internet

    Abbiamo diritto all'Umanesimo digitale

    La ricerca di un equilibrio nel rapporto tra innovazione digitale e persona costituisce la pietra miliare per garantire un solido futuro alla nostra società. L'uomo dev'essere al centro e la tecnologia solo un servizio.

  22. Luigi Salvadori, presidente Confindustria Firenze

    Vogliamo investire sulle "città-laboratorio"

    Il rilancio di Firenze deve passare dalle sue eccellenze manifatturiere. In autunno gli "Stati generali del talento e del capitale umano" nel segno di Leonardo da Vinci.

  23. Pino Di Blasio, Giornalista del quotidiano La Nazione

    Economia toscana appesa al voto

    Il risultato elettorale per l'Europa influenzerà la politica nazionale e locale, con evidenti ricadute in materia di scelte economiche. La Regione, il cui Governo andrà rinnovato il prossimo anno, è già terreno di scontro tra le forze politiche per le amministrative del 26 maggio che riguardano tre capoluoghi (Firenze,Prato e Livorno).