Oggi | 17 dicembre 2021 20:17

Cassa di espansione Pizziconi al traguardo dopo 10 anni

Chi vuol comprendere perché in Italia è difficile rispettare tempi e costi di realizzazione delle opere pubbliche, può leggere la delibera (numero 1.333 del 13 dicembre 2021) con cui la Giunta regionale toscana s'impegna a dare gli ultimi 156mila euro al comune di Figline e Incisa Valdarno per il collaudo tecnico-amministrativo del primo lotto della cassa di espansione Pizziconi 1.

Si tratta di una delle opere destinate a mettere in sicurezza il fiume Arno, contenuta nel Piano di bacino sul rischio idraulico approvato nel lontano novembre 1999. Per la sua realizzazione, gli enti pubblici hanno sottoscritto nel 2009 un accordo di programma che affidava l'attuazione al comune di Figline. Nel 2012 fu nominato un commissario ad acta, il cui mandato è stato prorogato otto volte: prima al 31 dicembre 2016, poi al 31 dicembre 2017, al 31 dicembre 2018, al 30 giugno 2019, al 31 dicembre 2019, al 30 settembre 2020, al 31 gennaio 2021 e infine al 31 marzo 2021.

Nel frattempo i costi della cassa di espansione sono lievitati: dagli iniziali 14 milioni di euro si è passati a 17,9 milioni, poi a 19 milioni, ancora a 19,3 milioni, a 19,5, fino ai 19,7 milioni finali, il 40% in più del preventivato.

Ora la Regione ha trovato nelle pieghe del bilancio gli ultimi 156mila euro mancanti per fare il collaudo e utilizzare così l'opera a 12 anni dall'accordo di programma e a dieci dalla nomina del commissario, anche perchè «il mancato finanziamento della quota residua», si legge nella delibera, avrebbe reso «di fatto impossibile la conclusione di tutte le attività propedeutiche al passaggio di consegne dell'opera idraulica alla Regione Toscana e quindi la sua piena fruibilità».

E anche perché l'opera idraulica ha assunto un «carattere di priorità», in considerazione «dei costi complessivi e dei tempi di realizzazione». Nessuno potrebbe metterlo in discussione.