Oggi | 26 novembre 2021 15:59

Estra, Piazzi raddoppia e diventa anche presidente

Il terremoto seguito alla decadenza di Francesco Macrì, 48 anni, aretino, dalla presidenza della utility del gas Estra per ineleggibilità (si veda qui l'articolo di Toscana24 ) ha prodotto subito conseguenze pesanti negli equilibri politici della società.

Come prima mossa il consiglio di amministrazione di Estra, che si è riunito oggi 26 novembre, ha deciso di conferire all'amministratore delegato Alessandro Piazzi (nella foto) anche la carica di presidente, riducendo di fatto il numero dei consiglieri da cinque a quattro. Piazzi rimarrà in carica fino alla scadenza del mandato, nella primavera 2024.

Ora si attende la mossa dei soci di Coingas Arezzo, che ha il 25% di Estra e non ha più alcun rappresentante nel consiglio di amministrazione.

Sul fronte giudiziario invece, se è scontato il ricorso al Tar di Macrì contro la decisione di Anac che lo ha estromesso dall'azienda, potrebbe arrivare anche quello di Estra. «Relativamente ai contenuti della delibera di Anac, il consiglio di amministrazione ha deciso di attivare tutte le azioni a tutela dell'interesse aziendale», afferma un comunicato dell'azienda.

L'interesse aziendale sarebbe legato alla qualifica data alla società: la delibera Anac fissa la natura pubblica di Estra, uno dei nodi giuridici nel processo Coingas in corso ad Arezzo (che vede coinvolti sia Macrì che il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, e altri nove imputati accusati a vario titolo di peculato, favoreggiamento, abuso d'ufficio e traffico di influenze). Per Estra - controllata da 139 Comuni toscani e marchigiani attraverso le società Consiag-Prato (39%), Coingas Arezzo (25%), Intesa Siena (25%) e Viva Servizi-Ancona (10%) - essere qualificata società pubblica avrebbe impatto sulle normative contrattuali, di controllo e trasparenza.

Nel 2020 Estra ha ridotto i ricavi di quasi il 23% (da 985,8 a 760,7 milioni di euro), ma il margine operativo lordo adjusted (al netto delle partite straordinarie) ha segnato +23% (a 106,7 milioni) e l'utile netto adjusted è più che raddoppiato, schizzando a 24,6 milioni (+107%).