Oggi | 23 ottobre 2021 22:21

Mps-Unicredit, il negoziato è vicino alla rottura

La trattativa fra il ministero dell'Economia e Unicredit per rilevare parte delle attività di Banca Mps sembra vicina alla rottura. Secondo quanto ha riferito l'agenzia Reuters, le parti non si sarebbero avvicinate: permangono divergenze sul perimetro delle attività da acquisire, e sull'entità dell'iniezione di capitale nel Monte per facilitare l'operazione, che Unicredit vorrebbe superiore ai 7 miliardi di euro, mentre il Mef non vorrebbe superare i 5 miliardi.

«Vedremo pure se tutto questo bailamme è solo una prova di forza tra gli attori della partita e di questo negoziato», commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, sottolineando che «comunque vada» non saranno accettati tentativi di «macelleria sociale» sul personale. «Se non andrà in porto l'operazione tra Unicredit e Mef sul Monte dei Paschi di Siena bisogna tornare al piano industriale che prevede la ricapitalizzazione della banca da parte dello Stato», sostiene il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani.

L'eventualità di uno stop alla fusione fa esultare M5s e Lega: «Da tempo - affermano i deputati M5s in Commissione Finanze - abbiamo manifestato perplessità sulle richieste di Unicredit che vanno ben oltre quanto già pianificato dalla Banca senese, che aveva la necessità un aumento di capitale da soli 2,5 miliardi, lontano dalle cifre chieste dall'istituto di Piazza Cordusio».